Trad. in italiano dei testo del video "La strage del 7 luglio di Londra, 5 anni dopo"
Cinque anni fa, il 7 luglio 2005, 52 persone morirono e più di 700 rimasero ferite per un attacco ‘suicida’.
Cinque anni dopo a Hyde Park ci sono solo le famiglie delle vittime, i sopravvissuti e le delegazioni internazionali provenienti dalla Spagna, Irlanda del Nord, Italia, Francia, U.S.A., Olanda e Portogallo.
Non ci sono rappresentanti della Città di Londra, né del governo britannico, o dei partiti.
Ma non ci sono nemmeno i londinesi: la società civile. Anche se la società civile è la vera vittima del terrorismo.
Infatti chiunque può avere la propria idea a proposito del terrorismo. Ma è piuttosto difficile non vedere che le sue vittime sono sempre degli innocenti.
E' un grave errore ritenere che la società civile sia indifeso e destinato ad essere "passiva" di fronte agli atti di violenza, quando essa può invece diventare un forte strumento di lotta utilizzabile dallo Stato di diritto.
Di fronte alla "socializzazione della violenza" che caratterizza gli attacchi terroristici, la società civile, con le vittime, dovrebbe diventare un attore di pace e di rilevanza sociale della lotta contro il terrorismo.
Se le vittime sono lasciato da solo, il terrorismo può vincere.
Ecco perché si tratta di una battaglia quotidiana e civile quella di scegliere la logica della memoria delle vittime, invece della logica dell'oblio.
Ciò significa che la dignità delle vittime devono trasformarsi in un valore morale e sociale condiviso dall’etica pubblica dei paesi democratici.