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Blog-Lab di Luca Guglielminetti e del Nuovo Caffé Letterario
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INCIPIT
C'è la bellezza e ci sono gli umiliati. Qualunque difficoltà presenti l'impresa, non vorrei mai essere infedele né ai secondi né alla prima." (Albert Camus)
L'uomo in rivolta


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CULTURA
Sereno, James Hillman, assai meno noi che restiamo
28 ottobre 2011
(James Hillman, one of our great mentors, died peacefully this morning at his home in Connecticut. He was 85. His wife Margot said he was true to his character to the end, even as he moved into that place between day and night. May I just add, in tribute to him as a friend, how deeply James has enriched us.)



Da una strana recensione di molti anni fa, de "La politica della bellezza":

"(...) Se la situazione di trovarci a far shopping tra prodotti di un consumo rapido ed intimo, esposti in contesti di un gigantismo concentrazionale ai quali arrivare 'motu proprio' tra un percorso di discariche, con mezzi inquinanti; se tutto questo lo percepiamo talvolta come un agire coatto verso, nel e con la bruttura siamo pronti alla rivolta di Camus. Siamo prossimi a scendere in politica per riappropriarci del bello cercando di re-immaginare la nostra città. Iniziamo a considerare contigua a noi quell'attività che la psicoanalisi (l'intimo) ha sempre rimosso: la politica. Quell'attività di liberazione contemporaneamente personale e sociale che fornisce di senso la vita quotidiana.

Così come già oggi accade che una bellezza esotica da salvare induca ad una 'nobile' mobilitazione ambientalista per una cause lontana (percepibile come 'estrema'), se il senso del lontano ed del prossimo a noi saranno man mano ricondotti ad un concetto di contiguità, si otterrà allo stesso modo di mobilitare politicamente 'a difesa o al pro' di una bellezza più difficile da riconoscere. Quella bellezza che sta tra casa nostra (l'intimo) e l'amazzonia (l'estremo): la città, il luogo della politica e dei cittadini.

Il libro di Hillman ci dice questo: tra la psicoanalisi e l'ambientalismo c'è la politica. La primo combatte il narcisismo, il secondo la devastazione ambientale, la terza l'alienazione della vita ridotta a consumarsi in una terra desolata. Il fare politica lo si può dunque configurare come contiguità di un'azione liberatrice della bellezza, che ripristina il ponte tra l'io (intimo) e l'altro (estremo) paragonabile ad un ponte con la Grecia della polis, tra filosofia e mitologia. 
Così al richiamo delle sirene dell'interiorità psicologica e dell'esteriorità ambientale, le voci della politica ci riconducono alla prassi dialettica dell'agorà, cioè in quel luogo 'bastardo' (meticcio) dove si aggirano discutendo animatamente coloro che provano a re-immaginare se stessi e il mondo."



...e, nel 2000, la prima presentazione di Hillman in rete. Piccolo vanto, gloria personale.

QUI una rassegna stampa ben selezionata (da Claudio Vercelli)



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