.
Annunci online

hommerevolte
Blog-Lab di Luca Guglielminetti e del Nuovo Caffé Letterario
Link
Cloud Tags

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte

Locations of visitors to this page


PROFILO - @Google

INCIPIT
C'è la bellezza e ci sono gli umiliati. Qualunque difficoltà presenti l'impresa, non vorrei mai essere infedele né ai secondi né alla prima." (Albert Camus)
L'uomo in rivolta

Cerca sui miei blog



Nuovo Caffé Letterario

Anche su:


Nuovo Caffé Letterario

Promuovi anche tu la tua Pagina



Pubblicazioni on-line su: ISSUU


Video
Vimeo


LAVORO
Milano: formare la polizia municipale al contrasto della radicalizzazione
20 dicembre 2016
 Milano, formazione polizia municipale

Presentato, questa mattina, con l'on. Stefano Dambruso, Questore alla Camera dei Deputati e consulente dell'Assessore alla sicurezza del Comune di Milano, il nuovo corso di formazione sulla prevenzione dell'estremismo e della radicalizzazione violenta al Centro di formazione della Polizia locale dell’Area Metropolitana di Milano.
fotografia
Milano Isola
15 novembre 2016
Milano Isola

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Milano fotografia

permalink | inviato da hommerevolte il 15/11/2016 alle 17:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica estera
Exit strategy dai fondamentalismi violenti: l'esperienza in UK
5 novembre 2016
Tavola Rotonda
“Tavola rotonda: adesione e distacco dai fondamentalismi violenti”, presso la Casa della Memoria di Milano, con Stefano Dambruso, Cristina Caparesi, Marta Serafini e la testimonianza di Omar Mulbocus, consulente presso la West London Initiative. Molbocus è un ex fondamentalista appartenente ad un gruppo radicale islamista londinese, uscitone, oggi è fra i più attivi mentori nell'ambito del programma "Channel" che in UK da anni ottiene risultati importanti nel recupero dei detenuti.


SOCIETA'
RiparAR(te): i colori della liberta
22 febbraio 2016
Progetto "Arteterapia in carcere"  Milano-Bollate, 21 Febbraio 20016

I colori della liberta
Carcere di Milano Bollate
politica estera
Isis e Islam nelle scuole: degli approcci
30 gennaio 2016

L'iniziativa promossa dalla Fondazione Corriere della Sera nell'autunno 2015 e  rivolta agli studenti delle scuole superiori (15-18 anni) di Milano, dal titolo L’Isis spiegato (non solo) ai ragazzi, è un buon esempio in negativo di come un approccio paternalista sia controproducente. I migliori giornalisti, i più preparati, non sono infatti i soggetti corretti ad affrontare nelle scuole i temi dell'Isis e delle sue relazioni con l'Islam e la sua storia.

I casi di proteste di studenti di religione islamica non sono infatti la spia di una generica difficoltà ad affrontare il tema, come sottolineano lo stesso Corriere qui e il magistrato Guido Salvini  sul Foglio qui, ma sono piuttosto la spia di un metodo errato e contro-producente, al di là dei buoni propositi.

In Europa il tema è affrontato da tempo, gli approcci sperimentati, discussi e resi pubblici: basta consultare la Collezione di buone pratiche dalla RAN che dal 2011 ha attivato gruppi di lavoro sui vari ambiti di intervento della prevenzione della radicalizzazione violenta che porta al terrorismo, facendo confrontare gli operatori che lavorano sul campo nei vari Stati membri,

In tale rete della Commissione Europea non mancano italiani e l'Italia, pur in ritardo in questo genere di interventi e politiche di prevenzione, sta comunque compiendo i primi passi. Esistono infatti già esperienze pilota locali che, insieme a quelle degli altri paesi, ci indicano la metodologia e l'approccio più efficace per gli intervenire nelle scuole.

Porto solo due esempi.

Dietro il termini di peer education c'è un pratica pedagogica molto potente, quella di utilizzare gli stessi studenti per formare i loro coetanei. Una esperienza recente a Lodi ci segnala il successo di un approccio che porta nelle classi gli stessi studenti, originari da famiglie di paese mussulmani, a parlare di Islam e terrorismo con i loro coetanei.

Il secondo esempio riguarda un secondo soggetto indicato ad intervenire e sono naturalmente gli insegnanti. Se si vogliono evitare tanto le discriminazioni islamofobiche, quanto le derive di radicalizzazione violenta tra i giovani studenti, il primo passaggio fondamentale riguarda una massiva formazione dei docenti. Quelli di tutti gli ordini e gradi perché servono competenze sia nella scuola primaria che permettano corretti approcci psicopedagogici  per formare identità emotive in grado di confrontarsi pacificamente con il diverso, sia didattiche nelle superiori che rafforzino le capacità di pensiero critico di fronte alla propaganda violenta e i tentativi di reclutamento via Web.

E' stato lanciato la settimana scorsa un tavolo di lavoro a Milano che si occupa di queste politiche e di questi interventi, in stretto contatto con le suddetta rete europea, l’amministrazione cittadina e i soggetti che a Milano e in Italia lavorano ai vari livelli sul problema. La Fondazione Corriere della Sera sarà sicuramente benvenuta.

politica estera
Rete locale di prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento a #Milano
22 gennaio 2016

Rete locale di prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento from Luca Guglielminetti on Vimeo.


Milano - Casa della Memoria
Un'iniziativa prossa da Aiviter Lombardia, Comune di Milano, Fondazione Ethnoland, CoReIs.
Con l’obiettivo di avviare una tavolo di lavoro atto a definire una strategia di rafforzamento della comunità e della sua resilienza di fronte alla sfida dell’estremismo violento
MARTEDÌ 19 GENNAIO 2016 ORE 17,30
Con la partecipazione di:
Antonio Iosa (AIVITER Lombardia)
Luca Guglielminetti (ricercatore , RAN-CoE, e consulente AIVITER)
Marco Granelli (Assessore Sicurezza e Coesione Sociale),
Stefano Dambruosio (Deputato),
Fosca Nomis (Consigliere Comunale Torino),
Cristina Caparesi (EXIT snc, Udine),
Otto Bitjoka (Fondazione Ethnoland),
Abdal Sabur Turrini (COREIS),
Alessandro Burano (ISTIME),

casadellamemoria.it/
casamemoriamilano.org/
ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/networks/radicalisation_awareness_network/index_en.htm


politica interna
Incontro sulla prevenzione della radicalizzazione a Milano
12 gennaio 2016
RAN Milano
politica interna
Memorie divise e giornalismo: i compleanni di Aiviter e Leonka
8 novembre 2015
Il quotidiano "La Stampa" non stupisce più, ma che proprio non ci sia nulla sui 30anni dell'Associazione Vittime del Terrorismo (Aiviter) su "la Repubblica" di oggi è significativo, nonostate la presenza ieri di una sua giornalista, perchè propina ben due pagine sui 40anni del centro sociale Leoncavallo. Entrambi (Aiviter e Leonka) fanno memoria "da non dimenticare": la prima di tutte le vittime di tutti i terrorismi (rosso, nero ed internazionale), il secondo invece è molto selettivo (da Pinelli a Giuliani, passando per Varalli, Zibecchi, Fausto e Jaio e pochi altri). Pensare che ieri ci siamo sorbiti (in video) le lacrime di coccodrillo del suo direttore, Ezio Mauro, per non essere mai tornato a far visita alle famiglie delle vittime, abbandonate dopo averne ritratto solo il momento del dolore pochi minuti dopo gli attentati...

Qui la broschure Aiviter diffusa ieri per presentare la sua attività trentennale.


Il trentennale di Aiviter a Torino il 7 novembre 2015 in ComuneCarta stampata: memoria ignorata e incoerenza L'...

Posted by Associazione Italiana Vittime del terrorismo on Martedì 10 novembre 2015
politica interna
Troppi livelli d'interesse negli incontri tra vittime ed ex degli anni di piombo
25 ottobre 2015
Questa storia, che inizia da lontano e che produrrà forse non poche polemiche, è certamente viziata dal sovrapporsi di interessi diversi nel corso del tempo da parte dei diversi attori coinvolti in questi incontri tra vittime ed ex terroristi degli "anni di piombo". Non a caso, solo per citare un dato, chi li ha iniziati non è mai citato nei vari articoli e recensioni di questi giorni di lancio de «Il libro dell’incontro».  L'insegnamento "più vero" rischia di essere proprio là, dove tutto ebbe inizio, e che oggi rischia di essere trasceso per interessi altri, meno nobili, diciamo. Insomma, le assenze e gli anonimi di questo racconto di incontri sono probabilmente la migliore chiave di lettura interpretativa celata dal gesuitismo dei mediatori e dalla faziosità di alcuni attori.
politica interna
La pistola sotto il banco
28 marzo 2013

Ovvero quando non solo le vittime, ma anche la società civile si incazza

Il libro di Enrica Recalcati, La pistola sotto il banco, è il diario civile della reazione di fronte alle esternazioni televisive di un dei più famosi terroristi: Sergio Segio, militante dell'organizzazione armata Prima Linea di estrema sinistra, attivo nel milanese alla fine degli anni '70 e responsabile, con altri, degli omicidi dei magistrati Alessandrini e Galli e del pensionato Furlan.

L'autrice, che era sua compagna di classe a Sesto San Giovanni, traccia una requisitoria etica nella quale si mescolano i ricordi di allora, con un ritratto del terrorista da giovane, cioè prima di diventare tale, e l'uomo pubblico che appare oggi, scrittore di libri, collaboratore di Don Ciotti, il Gruppo Abele, l'ARCI, case editrici varie... In mezzo le vittime del terrorismo e l'incapacità di Segio di “rinnegare un passato, un errore, di chiedere scusa.”

L'accusa al terrorista è rivolta spesso in modo diretto e ferocemente ironico:

Scusami: io sono un terrorista, ne uccido due o tre, poi non mi pento, ma naturalmente mi dissocio, accetto le mie responsabilità, sconto (un po' dentro, un po' fuori) ventidue anni di carcere.

E intanto studio, lavoro, divento giornalista, mi faccio una posizione.

Bene! Un'opportunità! Si potrebbe organizzare uno di quei master o stage per giovani disoccupati disperati che ora vanno alla grande, intitolato: «Dal terrorismo armato al pentimento morale», master specialistico per neolaureati in area umanistica. Tirocinio obbligatorio, durata max 22 anni. Fortemente selettivo. Lavoro assicurato, possibilità di carriera. Numero chiuso. Affrettarsi, pochissimi posti ancora disponibili.

Se il libro della Recalcati soffre un po' di frammentazione, per il suo andamento da diario, va però segnalato che, dopo anni di libri scritti da figlie e figli delle vittime degli anni di piombo, questo è tra le prime testimonianze che provengano dalla società civile: da chi ha vissuto quegli anni in silenzio, ma osservando e riflettendo su quanto capitava e che oggi si ribella alla sovraesposizione mediatica dei cosiddetti 'ex terroristi' e denuncia con rigore come la loro parola sia ancora quella pericolosa di cattivi maestri.


Aggiungo solo più una piccola nota in appendice, per segnalare che alla fine del libro la Recalcati rammenta delle sua militanza con il Partito Radicale e la sua adesione alla marcia della pace Perugia-Assisi, ideata da Aldo Capiti, ma dimentica che nella biografia attuale di Sergio Segio c'è la collaborazione con l'associazione radicale “Nessuno Tocchi Caino”. Naturalmente non è un appunto all'autrice, ma ai radicali italiani, i quali, pur nelle meritorie battaglie, utilizzano un fondamentalismo cristiano che predente di riabilitare Caino annichilendo completamente Abele (ad esclusione, per Segio, Don Ciotti e molti altri, tra cui lo storico De Luna, di quello della mafia) e con lui il senso dello Stato democratico e ...laico.



sfoglia
novembre        gennaio