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politica interna
Troppi livelli d'interesse negli incontri tra vittime ed ex degli anni di piombo
25 ottobre 2015
Questa storia, che inizia da lontano e che produrrà forse non poche polemiche, è certamente viziata dal sovrapporsi di interessi diversi nel corso del tempo da parte dei diversi attori coinvolti in questi incontri tra vittime ed ex terroristi degli "anni di piombo". Non a caso, solo per citare un dato, chi li ha iniziati non è mai citato nei vari articoli e recensioni di questi giorni di lancio de «Il libro dell’incontro».  L'insegnamento "più vero" rischia di essere proprio là, dove tutto ebbe inizio, e che oggi rischia di essere trasceso per interessi altri, meno nobili, diciamo. Insomma, le assenze e gli anonimi di questo racconto di incontri sono probabilmente la migliore chiave di lettura interpretativa celata dal gesuitismo dei mediatori e dalla faziosità di alcuni attori.
politica interna
EVITARE "SGARBI" ALLE VITTIME
7 dicembre 2011
lettera Aiviter al Ministro Ornaghi /design ky Kore Multimedia

Lancio d'agenzia AGI:

BIENNALE: EX BR IN MOSTRA, VITTIME TERRORISMO: NON UMILIATECI


(AGI) Torino - "Un autorevole tempestivo intervento atto ad evitare l'ennesima umiliazione alle vittime del terrorismo": e' quanto chiede il presidente dell'Associazione italiana vittime del terrorismo in una lettera inviata al Ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, in merito all'esposizione del Padiglione Italia della Biennale di Venezia a Torino Esposizioni, dal 17 dicembre al 30 gennaio 2012. organizzata da Vittorio Sgarbi e in cui espone anche Adriana Faranda, ex brigatista.

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Testo completo della lettera Aiviter al Ministro

politica interna
Il caso di Sgarbi sponsor delle Faranda
5 dicembre 2011
Il caso di Vittorio Sgarbi sponsor dell'ex terrorista Adriana Faranda per un esposizione che dovrebbe ospitare la Città di Torino prossimamente sarà l'oggetto dell'incontro tra l'Associazione Italiana Vittime del Terrorismo (AIviter) e l'assessore alla Cultura della città subalpina.

Qui il comunicato stampa.
Qui i due miei interventi in merito:
Arte e società: Sgarbi e la Faranda
L'opera al rosso, o dell'etica dell'artista
arte
L'opera al rosso, o dell'etica dell'artista
30 novembre 2011

Rosso malinconia di Adriana Faranda

Se personaggi pubblici e luoghi pubblici non fossero coinvolti in questa storia eviterei di tornarci. Ma una nota almeno ancora va aggiunta al post su Arte e società: Sgarbi e la Faranda.

Abbiamo detto dell'alchimia per diventare artisti. L'investimento del critico sul soggetto che, tramite un processo di iniziazione "come artista", trasforma le di lui opere in arte. Sappiamo che esistono la magia nera e bianca. Ma nel caso di Vittorio Sgarbi abbiamo un novello risultato con Adriana Faranda: l'opera al rosso, per parafrasare il romanzo della Yourcenar dedicato all'alchemico Zenone.

L'opera più facile da reperire in rete, e presente come immagine del profilo nello stessa pagina su MySpace della Faranda si intitola "Rosso malinconia".
Parafrasando le parole dello Zenone della Yourcenar: "Mi sono guardato bene dal fare di me un idolo…", nell'immagine digitale dell'ex terrorista abbiamo invece proprio un idolo con la faccia di bronzo in primo piano sulla sfondo di farfalle, facile metafora della sua biografia (Il volo della farfalla), nella luce rossa del passato.
faranda
La malinconia per la militanza non potrebbe essere più esplicita; la metafora del colore non potrebbe essere più banale. La cosa essenziale è che si manifesta perfettamente la coincidenza tra vita e opera: quest'ultima non comunica altro che autobiografia. E' quindi la vita di Adriana Faranda a farsi opera d'arte attraverso le sue fotografie/immagini digitali. Proprio questo aspetto, insito nell'arte contemporanea, determina che l'etica non sia estranea all'artista, come poteva esserlo invece nell'arte del passato. Qui giace la responsabilitò del critico nel far assurgere la vita di un individuo a simbolo valoriale nella sfera dell'arte e quella delle amministrazioni pubbliche nel fornire il loro sotegno logistico ed organizzativo, e forse finanziario, all'evento.

Anche per l'11 settembre 2001 qualche fine intellettuale francese si è espresso in termini estetici di fronte al crollo delle Twin Tower.
Nel suo piccolo Vittorio Sgarbi sta facendo lo stesso. Un'opera al rosso. Riconoscere come opera d'arte la biografia di una terrorista.
Difficile non parlare di deriva culturale...

arte
Arte e società: Sgarbi e la Faranda
29 novembre 2011


E’ noto che l’arte contemporanea, o “tardo moderna” per qualcuno, o “post moderna” per qualcun altro, non si fonda sul giudizio dell’opera d’arte ma sulla soggettività dell’artista che l’ha eseguita/prodotta/allestita. Il sacro nell’arte risiede oggi nell’individualità, unicità di chi la produce e che solo successivamente si traduce nell’opera. L’iter è semplice. Un volta che la critica ufficiale definisce una persona, come artista, in quel momento le sue opere, dal nulla che erano, diventano artistiche.

Capita così che le fotografie della ex terrorista Adriana Faranda, militante delle Brigate rosse che partecipò al sequestro di Aldo Moro, una volta che il critico Vittorio Sgarbi le promuove inserendole tre le opere di 600 artisti della mostra che si terrà a Torino Esposizioni dal 19 dicembre al 31 gennaio, a ideale conclusione della Biennale di Venezia, ecco che la Faranda diventa da ex terrorista, artista.

Il miracolo alchemico si compie in un breve frasetta: Ecco le parole del noto critico:

…la includo perché è una ex terrorista o la escludo perché è una ex terrorista? Niente di tutto questo. La includo perché, come artista, è al di sopra della soglia dell'esistenza”.

Il trucco semantico è in tutto in quel “come artista”.

Come artista si eleva al di sopra di tutto. Un po’ come è capitato a Cesare Battisti nelle Ville lumiere: se è un romanziere, è prima un artista: status che assolve tutte le responsabilità precedenti. Lo status "sacro" di artista determina insomma un risultato analogo a quello che dell’indulgenza di Sacra Romana Chiesa.

In questo caso la dote artistica di ergersi “al di sopra della soglia dell'esistenza” attribuita da Sgarbi alla Faranda assume una sfumatura assai macabra, visto che il soggetto in questione ha contribuito a porre altri, diciamo, al di sotto della loro soglia di esistenza... loro malgrado!

Le carriere all’ombra del sangue degli anni di piombo continano e si moltiplicano scintillanti sotte le luci della ribalta di una società che continua a rifiutare di fare i conti con sua storia. Così loro, i barbari, che hanno dato morte ieri, pagando scandaloso pegno, hanno vinto e umiliato le loro vittime per l’ennesima volta, tra il generale disinteresse della società civile, o, come si chiamava una volta, della pubblica opinione.
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