.
Annunci online

hommerevolte
Blog-Lab di Luca Guglielminetti e del Nuovo Caffé Letterario
Link
Cloud Tags

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte

Locations of visitors to this page


PROFILO - @Google

INCIPIT
C'è la bellezza e ci sono gli umiliati. Qualunque difficoltà presenti l'impresa, non vorrei mai essere infedele né ai secondi né alla prima." (Albert Camus)
L'uomo in rivolta

Cerca sui miei blog



Nuovo Caffé Letterario

Anche su:


Nuovo Caffé Letterario

Promuovi anche tu la tua Pagina



Pubblicazioni on-line su: ISSUU


Video
Vimeo


POLITICA
Il ruolo politico delle vittime del terrorismo
12 settembre 2020

Il ruolo politico e sociale delle vittime nella lotta al terrorismo: i casi spagnolo e italiano from Kore di L. Guglielminetti on Vimeo.

Symposium on-line del 18 Settembre 2020, organizzato dal Gruppo Italiano Studio Terrorismo (GRIST) di Torino in collaborazione con l'Istituto G. Salvemini, la Fondazione V. Nocentini e l'Università di Torino.
Maggiori informazioni qui:
it.scribd.com/document/474659581/Symposium-sul-ruolo-politico-e-sociale-delle-vittime-nella-lotta-al-terrorismo#

------------------------------------

Il ruolo politico delle vittime del terrorismo


Nel gennaio 1976 Pietro Nenni lanciava dalle colonne dell'Avanti un appello alla creazione di un archivio storico del socialismo che fu la base da cui nacque l’Istituto socialista di studi storici (ISSS). Tale istituto, il cui archivio è oggi conservato dalla Fondazione Turati, ebbe tra i suoi direttori il professore di Storia contemporanea all’Università di Padova Angelo Ventura che il 26 settembre 1979 subì un attentato da parte del Fronte comunista combattente. Da allora il suo campo elettivo di ricerca diventò il terrorismo. Quando nel 2010 uscì il suo Per una storia del terrorismo italiano (Donzelli), Sergio Luzzato ricordò come: «i saggi di Angelo Ventura colpiscono per la capacità del professore universitario di farsi – a ridosso degli eventi, anzi dentro, quando il terrorismo rosso ancora non apparteneva al passato – una sorta di "storico del presente"».

Nella sterminata pubblicistica sugli anni di piombo, la revisione compiuta da Giovanni Mario Ceci nel 2014 assegna ad Angelo Ventura il primo posto tra i quattro nomi di chi ha maggiormente contribuito a connotare la complessità del fenomeno terroristico. Scomparso a 86 anni del 2016, esiste il testo di un suo intervento poco noto, in quanto pubblicato in un’opera orfana: gli atti autoprodotti dall’allora neonata Associazione Italiana Vittime del Terrorismo che nel 1986 organizzava a Torino il suo primo convegno su "Lotta al terrorismo. Le ragioni e i diritti delle vittime". L’intervento dello storico padovano nel clima del tempo, che trovava al centro del dibattito le cosiddette “leggi premiali” per gli ex militanti dissociati dalla lotta armata, si concentrava sulla denuncia dell’ipocrita richiesta alle vittime di perdonare i loro carnefici per chiudere la tragica stagione di sangue. Quel convegno segnerà, in vero, l’inizio di un percorso che dalla conciliazione tra Stato e terroristi, porterà solo 30 anni dopo ad una simmetrica conciliazione tra Stato e vittime del terrorismo con l’approvazione di leggi che ne sanciranno i diritti di riparazione e di memoria, come la Giornata a loro dedicata dal 2007 ogni 9 maggio, nell’anniversario dell’omicidio di Aldo Moro.

Il percorso che ha portato le vittime del terrorismo, non solo in Italia, da una condizione di oblio e invisibilità ad una di riconoscimento pubblico è stato recentemente oggetto di analisi e ricerca che troverà un momento di confronto proprio a Torino il prossimo 18 Settembre in un Symposium on line organizzato dal Gruppo Italiano Studio Terrorismo, con la collaborazione tra gli altri dell’Istituto Gaetano Salvemini, in occasione dell’uscita di due pubblicazioni. Il libro Las víctimas del terrorismo: de la invisibilidad a los derechos di Agata Serranò (2018), ricercatrice italiana all'Università di Jaén, che tra il 2010 e il 2014 ha condotto una ricerca sul campo in Spagna, Regno Unito e Italia, intervistando 84 tra familiari e feriti vittime del terrorismo; e il saggio La radicalizzazione pacifica delle vittime del terrorismo (2019) del sottoscritto che per 15 anni è stato consulente dell'Associazione Italiana Vittime del Terrorismo.

Il ruolo politico e sociale delle vittime nei casi spagnolo e italiano di terrorismo nasce da una condizione di doppia vittimizzazione: quell’oblio o invisibilità morale, sociale e giuridica da parte dello Sato e dell’opinione pubblica che si aggiunge al dolore e al trauma ricevuto dai terroristi. Un concetto che Angelo Ventura introduceva già all’inizio del suo sopra menzionato intervento:

«Le vittime sono ingombranti. Gli studiosi delle forme di violenza politica conoscono bene la tendenza dell’opinione pubblica a criminalizzare la vittima, per rassicurarsi ed esorcizzare il pericolo, convincendosi che in fondo la vittima qualche cosa deve pur aver fatto per meritarsi la violenza. È questo uno dei principali effetti psicologici che intende ottenere il terrorismo, secondo un meccanismo già largamente sperimentato dallo squadrismo fascista e ora sistematicamente applicato dal terrorismo rosso e nero».

I famigliari e superstiti si sono trovati quindi ad auto-organizzarsi per far fronte ai bisogni collegati alla dimensione pubblica del danno causato dal terrorismo, dotandosi di un’agenda politica sintetizzabile in cinque punti: riconoscimento pubblico della loro condizione di vittima, verità, memoria, giustizia e rispetto della loro dignità. La loro mobilitazione politica è scomoda e “ingombrante” non solo per ragioni psicologiche di percezione sociale, ma anche perché chiedono allo Stato un’opera di trasparenza su quei “segreti”, quelle “Ragion di Stato”, che impediscono il raggiungimento di quelle verità che restano il vero balsamo per curare le ferite e tornare alla coesione sociale e al rispetto del contratto sociale.


Questo iter, che porta le vittime da un ruolo passivo ad uno attivo e impegnato, ha delle analogie con il processo di radicalizzazione studiato nel terrorismo contemporaneo e l’esito pacifico di questa mobilitazione potrebbe ben essere un insegnamento per affrontare le attuali sfide degli estremismi che attraversano l’Europa dei nostri tempi. La concezione tradizionale con la quale è stato infatti affrontato il problema del terrorismo, in modo predominante nel XX secolo, non ha assolutamente valorizzato il ruolo e l’apporto delle vittime di terrorismo. Questo incontro torinese è forse l’occasione per provare a farlo con il contributo, tra gli altri, di Alessandra Galli, magistrato milanese e vittima del terrorismo, Marco Bouchard, magistrato e fondatore della Rete Dafne, Roberto Sparagna, magistrato della Procura Nazionale Antimafia e Alfonso Botti, professore all’Università di Modena e Reggio Emilia e direttore di "Spagna contemporanea".



Luca Guglielminetti

SOCIETA'
Anniversario di un attentato a Torino
11 dicembre 2019
A 40 anni di distanza dall'attacco terroristico di Prima Linea dell'11 novembre 1979, gli studenti della Scuola di Amministrazione Azienda di Torino rileggono i contesti e i fatti con i testimoni dell'epoca per riflettere sul presente: "Assonanze e percezioni: un attentato può ritornare?"

SAA Torino 1979-2019
SOCIETA'
#SiamolanostraMemoria
6 maggio 2018
Orgoglioso di aver collaborato ai testi per questa mostra

SOCIETA'
La percezione sociale delle vittime del terrorismo
15 marzo 2018
politica interna
Memorie settarie e memorie pubbliche
16 febbraio 2017

Le polemiche per la targa in memoria di Roberto Crescenzio, studente lavoratore bruciato vivo dalle molotov nel bar Angelo Azzurro di via Po a Torino nel 1977, nel corso di un corteo di Lotta Continua, evidenziano come, a distanza di 40 anni, la nostra civiltà sia funestata dalla divisione tra memorie settarie e memorie pubbliche.

Prendiamo tre casi circoscritti a Roma e commemorati periodicamente in modo settario:

1) l'estrema destra ha coltivato la memoria di Mikaeli Mantakas, militante del Fuan "ucciso dall'odio comunista" nel 1978.

2) l'estrema sinistra ha coltivato quella di Roberto Scialabba, militante di Lotta Continua, "ucciso dai fascisti" nel 1978.

3) il Partito Radicale ha coltivato a sua volta la memoria di Giorgiana Masi, uccisa "dalla violenza del regime" nel 1977.

Forse non tutti sanno che da 10 anni tutti e tre i suddetti casi sono istituzionalmente considerati "vittime del terrorismo", esattamente come Roberto Crescenzio. Tutti infatti compaiono nella pubblicazione ufficiale della Presidenza della Repubblica in memora delle vittime del terrorismo nell'Italia Repubblicana.

Ma naturalmente le formazioni di estrema sinistra, destra e i radicali preferiscono continuare a coltivare i loro martiri con gli appellativi partigiani che si sono scelti a sua tempo: del fascismo, dell'odio comunista e del regime.

Anche se tecnicamente alcuni sono casi di "violenza politica", sfugge a molti il criterio per cui tali casi siano stati inclusi nell'ambito del terrorismo dalle istituzioni; cioè quello di sottrarli alle memorie di parte per renderli tutti memoria pubblica condivisa.

Troppo difficile da comprendere ancora per alcuni, soprattutto per chi in quei partiti e movimenti militò in un'età, quella giovanile, cui non si ha il coraggio di dare la giusta connotazione e quindi narrazione.

politica interna
Anni di Piombo: un impossibile percorso di giustizia riparativa
16 gennaio 2017
PROLOGO

Il 12 gennaio 2017 la denuncia arriva da Paolo Bolognesi, deputato Pd, presidente dell’Associazione 2 agosto 1980, dell’Unione vittime per stragi e componente della Commissione d’inchiesta Moro: il Senato si preparerebbe ad ospitare un convegno con due ex brigatisti rossi, alla presenza della seconda carica dello Stato e del Guardasigilli. I due terroristi sono nomi di primo piano delle Brigate Rosse, Adriana Faranda e Franco Bonisoli, entrambi protagonisti di diverse azioni ma soprattutto del sequestro e dell’uccisione di Aldo Moro. Bolognesi fa riferimento alla presentazione de Il libro dell’incontro, prevista nei prossimi giorni, alla presenza, tra gli altri, degli ex brigatisti  e delle citate alte cariche istituzionali, Grasso e Orlando, “di cui – dice –  sono previsti saluti introduttivi e conclusioni e che hanno messo a disposizione una sede del Senato. «Un semplice cittadino, nell’ambito personale, può parlare di libri con chi vuole – afferma Bolognesi – ma quando sono le alte cariche dello Stato a sostenere dei terroristi che fino ad oggi hanno mentito, e continuano a mentire, sul sequestro e l’uccisione di Aldo Moro e spacciato la balla della comoda giustizia riparativa omettendo però fatti molto gravi che in Commissione stiamo appurando, è una inaccettabile offesa istituzionale nei confronti dei familiari delle vittime che rappresento e della verità sulla storia del nostro Paese».

il 13 gennaio 2017 l'AdnKronos lancia: TERRORISMO: BOLOGNESI, DOPO MIA DENUNCIA FARANDA-BONISOLI NON AL SENATO
"Stupisce che dopo la mia denuncia si affermi che i nomi degli ex brigatisti Adriana Faranda e Franco Bonisoli alla presentazione de 'Il libro dell'incontro' non comparivano nell'invito, perché risultano da quello ufficiale, con tanto di locandina, inviatomi per email l'11 gennaio alle ore 9.46 dalla Commissione diritti umani del Senato". Con una nota Paolo BOLOGNESI, deputato Pd, presidente dell'Associazione 2 agosto 1980, Unione vittime per stragi e componente della Commissione d'inchiesta Moro, replica a quanti hanno negato la programmata presenza, con relativi interventi, dei due ex terroristi all'evento, insieme al presidente del Senato Pietro Grasso e al ministro della Giustizia Andrea Orlando, partecipazione che BOLOGNESI ha definito "un'inaccettabile offesa istituzionale". "''I nomi dei due terroristi sono scomparsi solo nell'email ufficiale che ho ricevuto questa mattina alle ore 10.10 dalla Commissione del Senato - afferma BOLOGNESI - sostituiti però da altri due ex brigatisti, Andrea Coi e Grazia Grena, che interverranno insieme a Grasso e Orlando. Un'offesa, quindi, confermata dalle alte cariche dello Stato nei confronti dei familiari delle vittime che rappresento che diventa una vergogna istituzionale di cui prendiamo atto".

e poi ancora:
TERRORISMO: BOLOGNESI, DOPO MIA DENUNCIA FARANDA-BONISOLI NON AL SENATO (2)  - "In merito al percorso di dialogo tra vittime e carnefici, ognuno è libero di scegliere il suo. Per quanto ci riguarda - conclude BOLOGNESI - abbiamo chiaro il nostro: non c'è riparazione senza verità. Se gli ex terroristi vogliono veramente 'riparare' inizino a raccontare la verità sulle stragi e sul sequestro e l'omicidio di Aldo Moro, gravi omissioni che la storia del nostro Paese, e noi familiari delle vittime, stiamo ancora scontando", conclude il deputato del Pd.


IL LIBRO DELL'INCONTRO: UNA TESTIMONIANZA

Quello che segue è un estratto della esclusiva testimonianza di Antonio Iosa, vittima delle Brigate Rosse nel 1980 e fondatore e partecipante al gruppo di conciliazione tra vittime ed ex terorristi che poi ha abbandonato prima che uscisse il saggio scritto dai mediatori - Bertagna, Ceretti e Mazzucato -  che ne descrive il percorso: "Il libro dell'incontro".
Come avevamo previsto all'uscita del libro in oggetto, nel post "Troppi livelli d'interesse negli incontri tra vittime ed ex degli anni di piombo", questa storia, che inizia da lontano, produrrà non poche polemiche... ci torneremo sopra.


Anni di Piombo: un impossibile percorso di giustizia riparativa by Luca Guglielminetti on Scribd


SOCIETA'
#Torinoricorda 14 dicembre 2015
10 dicembre 2015

#Torinoricorda 14 dicembre 2015 by Luca Guglielminetti

In ricordo degli Agenti Lanza e Porceddu, vittime del terorrismo, lunedì 14 dicembre ore 18:30 presso la Libreria Torre di Abele di Via Pietro Micca 22 a Torino

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. vittime terorrismo torino anni di piombo

permalink | inviato da hommerevolte il 10/12/2015 alle 13:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
Memorie divise e giornalismo: i compleanni di Aiviter e Leonka
8 novembre 2015
Il quotidiano "La Stampa" non stupisce più, ma che proprio non ci sia nulla sui 30anni dell'Associazione Vittime del Terrorismo (Aiviter) su "la Repubblica" di oggi è significativo, nonostate la presenza ieri di una sua giornalista, perchè propina ben due pagine sui 40anni del centro sociale Leoncavallo. Entrambi (Aiviter e Leonka) fanno memoria "da non dimenticare": la prima di tutte le vittime di tutti i terrorismi (rosso, nero ed internazionale), il secondo invece è molto selettivo (da Pinelli a Giuliani, passando per Varalli, Zibecchi, Fausto e Jaio e pochi altri). Pensare che ieri ci siamo sorbiti (in video) le lacrime di coccodrillo del suo direttore, Ezio Mauro, per non essere mai tornato a far visita alle famiglie delle vittime, abbandonate dopo averne ritratto solo il momento del dolore pochi minuti dopo gli attentati...

Qui la broschure Aiviter diffusa ieri per presentare la sua attività trentennale.


Il trentennale di Aiviter a Torino il 7 novembre 2015 in ComuneCarta stampata: memoria ignorata e incoerenza L'...

Posted by Associazione Italiana Vittime del terrorismo on Martedì 10 novembre 2015
politica interna
Troppi livelli d'interesse negli incontri tra vittime ed ex degli anni di piombo
25 ottobre 2015
Questa storia, che inizia da lontano e che produrrà forse non poche polemiche, è certamente viziata dal sovrapporsi di interessi diversi nel corso del tempo da parte dei diversi attori coinvolti in questi incontri tra vittime ed ex terroristi degli "anni di piombo". Non a caso, solo per citare un dato, chi li ha iniziati non è mai citato nei vari articoli e recensioni di questi giorni di lancio de «Il libro dell’incontro».  L'insegnamento "più vero" rischia di essere proprio là, dove tutto ebbe inizio, e che oggi rischia di essere trasceso per interessi altri, meno nobili, diciamo. Insomma, le assenze e gli anonimi di questo racconto di incontri sono probabilmente la migliore chiave di lettura interpretativa celata dal gesuitismo dei mediatori e dalla faziosità di alcuni attori.
SOCIETA'
Memoria Futura: gli “Anni di Piombo” nelle scuole
30 maggio 2015

Educare al pensiero critico: le vittime del terrorismo nelle scuole from Luca Guglielminetti on Vimeo.

TGRPiemonte Edizione delle 14.00 del 30 maggio 2015.
Servizio sul progetto didattico dell'Aiviter (Associazione Italiana Vittime del Terrorismo) nelle scuole del Piemonte. Terza edizione 2014/2015 di "Memoria futura. Leggere gli ‘Anni di Piombo’ per un domani senza violenza”. La presentazione e premiazione dei lavori degli studenti nell'Aula del Consiglio regionale del Piemonte a Torino, avvenuta il 29 maggio 2014.
Si veda http://www.cr.piemonte.it/web/comunicati-stampa/comunicati-stampa-2015/390-maggio-2015/3708-memoria-futura-studiare-il-terrorismo-a-scuola

sfoglia
maggio