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Blog-Lab di Luca Guglielminetti e del Nuovo Caffé Letterario
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C'è la bellezza e ci sono gli umiliati. Qualunque difficoltà presenti l'impresa, non vorrei mai essere infedele né ai secondi né alla prima." (Albert Camus)
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SOCIETA'
#stayhumanmessanger Narrative resilienti delle scuole
11 maggio 2018


Manifestazione finale del 9 maggio dell'attività didattica svolta nelle scuole torinesi dal corso "Islam: radici, fondamenti e radicalizzazioni violente", giunto alla sua terza edizione grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo
L'unico corso in Italia che, per prevenire la polarizzazione e gli estremismi violenti, offre ai giovani uno spazio sicuro per discutere di argomenti delicati: Islam, migrazioni e terrorismi.
Oltre alla presentazione e premiazione dei lavori delle classi di studenti è intervenuto il magistrato Stefano Dambruoso per il Giorno della Memoria delle Vittime del Terrorismo e delle Stragi.

I video realizzati dagli studenti su YouTube
politica estera
Un comune impegno contro la radicalizzazione
19 maggio 2016
Articolo stampa su La Voce del Popolo-Il nostro tempo del 20 maggio 2016 di presentazione della manifestazione "Scuola e resistenza alle narrazioni dello Stato Islamico e dell'islamofobia" che conclude il percorso didattico in 15 classi di scuole superiori nelle scuole della città metropolitana di Torino


Un comune impegno contro la radicalizzazione by Luca Guglielminetti

SOCIETA'
Le vittime del terrorismo nella scuola della Val di Susa
11 giugno 2015
CULTURA
Aiviter per la scuola. Due progetti, una finalità.
14 maggio 2014

Intervento di Luca Guglielminetti per il 12 maggio 2014 "L'Europa contro il terrorismo"

A partire dai fatti degli anni di piombo, dalle testimonianze dei figlie e delle figlie delle vittime del terrorismo, di cui ci parlerà il professor Maida nella sua lectio magistralis, oggi saranno presentati i risultato di due percorsi didattici e metodologici in parte diversi, “Memoria futura. Leggere gli ‘Anni di Piombo’ per un domani senza violenza”, il primo,  e il progetto europeo C4C “The Terrorism Survivors Storytelling. Piattaforma globale per le storie di resilienza e sensibilizzazione al problema della radicalizzazione”, il secondo, ma entrambi convergenti nelle loro finalità. 

Lavorare sulla storia del terrorismo e la testimonianza delle vittime con il fine di non fare solo storia contemporanea nelle scuole, ma anche educazione alla cittadinanza, alla cultura democratica del pluralismo, della non violenza. Un’educazione civica per la far crescere il pensiero critico verso le varie forme di propaganda della violenza politica. Una crescita della consapevolezza dei rischi insiti nei processi di radicalizzazione che possono condurre al terrorismo e rovinare la vita di giovani. Un’educazione sorretta da una pedagogia delle tolleranza contro quella dell’intolleranza: cioè la paziente e difficile cultura delle mediazioni e del riformismo in opposizione alle facili scorciatoie del ‘tutto subito e guai a chi si mette di mezzo’.

Si tratta di un percorso educativo tutt’altro che facile: i ruoli dei giocatori nei fatti di terrorismo, a parte le vittime, non sono mai limpidi: i terroristi, le istituzioni  statali, la politica, i servizi segreti interni e stranieri giocano funzioni diverse e complesse che non seguono schemi banali e o logiche manichee. E’ facile perdersi nel groviglio di interessi e lasciarsi andare a giudizi superficiali. In questo percorso didattico abbiamo quindi privilegiato presentare quello che è il risultato fattivo più rilevante del terrorismo: quello di colpire uccidere o ferire persone che sono sempre degli innocenti. Smascherare quello che si cela dietro le propaganda: gli ideali politici, nazionali o religiosi e la giustizia acclamati che si risolvono nell’atto vigliacco - concreta ‘banalità del male’ - di mettere bombe o sparare a cittadini inermi.

Due progetti presenti nella collezione di buone pratiche per la prevenzione della radicalizzazione violenta, pubblicato dalla Commissione Europea. Un’Europa che, seppur ultimamente talvolta critica, ha il merito di aver colto, prima dell’Italia, l’importante ruolo che le vittime e le loro associazioni posso svolgere nella prevenzione del terrorismo.

Due progetti che si sono rivolti a tipologie di scuole diverse con classi e studenti di età diverse, ma accomunati dal fatto di chiede a tutti i giovani coinvolti di fare uno sforzo per comprendere il fenomeno per poi farne oggetto di una loro valutazione e riflessione. Delle valutazioni che talvolta non possono che restare degli interrogativi. Riflessioni che in alcuni casi abbiamo chiesto fossero comunicate con gli strumenti della cultura giovanile, della musica e dei video clip, in modo che colpissero più i loro coetanei che non noi o gli insegnanti.

Rinnovo i ringraziamenti, da parte dei componenti il gruppo scuola di Aiviter, agli enti che ci hanno sostenuto e agli insegnanti e agli studenti tutti che hanno condiviso con noi una parte di questo anno scolastico, augurandoci di proseguire il lavoro nei prossimi, essendo - con un po’ di orgoglio - consapevoli che una migliore qualità democratica del nostro paese passa anche da progetti come questi.

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