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POLITICA
Una storia di spie e giornali negli anni di piombo (1)
13 maggio 2010





Questa storia decidiamo di farla iniziare da un articolo del Pittsburgh Post-Gazette - 1 mar 1969,

in modo da avere una fonte certa. Il presidente Richard Nixon è in un giro di visite per l’Europa. A Berlino, Parigi e Roma in quel fine mese di febbraio il suo  messaggio è lo stesso: “Attraverso una forte unità l’Occidente alleato può trovare una nuova era di riconciliazione”. Lo sfondo è la guerra fredda e quella del Vietnam. Tanto a Roma, quanto a Parigi, il Presidente americano viene accolto da manifestazioni anti-americane, anti-imperialiste, roghi di bandiere USA, scontri con le forze dell’ordine e con i fascisti.

Siamo in un anno cruciale per il nostro paese: due mesi dopo, il 25 aprile, a Milano scoppiano due bombe, una al padiglione FIAT della Fiera campionaria e l'altra all'ufficio cambi della Banca Nazionale delle Comunicazioni, alla stazione centrale, provocando una ventina di feriti non gravi. È uno dei primi fatti riconducibili alla strategia della tensione, che culminerà quell’anno a dicembre con la strage di Piazza Fontana, cui seguì il "caso Pinelli".

Ma torniamo alla cronaca di quel Sabato 27 febbraio 1969 svolta del giornale di Pittsburgh: da un parte abbiamo lo studente Domenico Congedo che precipita e muore nel tentativo di uscire dall’Università durante un assalto di neofascisti, cui segue  al Senato una rissa per i fatto accaduto tra il missino Gastone Nencioni e il democristiano Fabiano De Zan.
Dall’altra i dimostranti di sinistra cercano obiettivi riconducibili all’Amerian businesses. Da Piazza di Spagna, un gruppo di centinaia di manifestanti si dirige alla stamperia del “Rome Daily American”, venendo alle mano con i 40 lavoratori ivi impiegati, distruggendo macchinari e gettando bombe incendiarie nelle rotative, fino all’arrivo della polizia.
L’amministratore del giornale americano che denuncia 20.000 dollari di danni, è Robert Cunningham.

O forse più precisamente Robert H.( Hugh) Cunningham (senior): la persona al centro della storia che vogliamo raccontare e che si estende per tutti gli anni di piombo, fino ad intersecarsi  con quella di altri giornali: e con alcune delle oscure trame cje hanno coinvolto il nostro paese
.


/fine prima parte
































POLITICA
Una storia di spie e giornali negli anni di piombo (2)
12 maggio 2010



Una storia difficile da raccontare quella R. H. Cunningham perché è stato un uomo dell’F.B.I. di J. Edgar Hoover che l’ha diretta dal 1924 fino al 1972, cioè sotto otto diversi presidenti, fino a Richard Nixon.

Quanto è possibile ricostruire del nostro personaggio parte dalla nostra seconda fonte: il Dizionario storico dell’intelligence della II Guerra Mondiale, curato da Nigel West per i tipi della Scarecrow Press, pubblicato nel 2008.
Alla voce FBI ci viene racconta come fino all’anteguerra l’agenzia non avesse esperienze di controspionaggio le quali iniziarono solo dal 1940 ed ottennero il maggior successo nel 1943 con la scoperta di una ampia rete di spionaggio sovietica indirizzata contro il Manhattan Project.
J. Edgar Hoover “affidò le operazioni di controspionaggio al suo assistente, Edward Tamm, che supervisionava la Divisione di intelligence interna di Mickey Ladd, la quale includeva una Sezioni di spionaggio capeggiata da Harry Kimball (al quale sarebbe succeduto Robert H. Cunningham).” Quando non ci è dato sapere.

La traccia
più antica della sua biografia  la troviamo nel “DIRECTORY OF THE LIVING GRADUATES OF YALE UNIVERSITY” e ci indica la presenza di Robert H. Cunningham, 306 N. Jefferson St., New Castle, Pa. e l’anno 1907 potrebbe essere quello di nascita. Ma un’altra fonte genealogica ci fornisce le seguenti date: 1909-1989, che nel 1940 sposa Kathleen Mary Eldridge (1915-2004). Figli: Peter Hugh Cunningham (1940-1941);   Elizabeth Anne Cunningham (1942-    );   Robert James Cunningham (1945-    )


Robert H. Cunningham risulta sia stato copilota nella missione no. 52 del 27 maggio 1944 della 457° Gruppo di bombardamento che attaccò, partendo dalle isole inglesi, gli scali di smistamento a Ludwigshaven e Mannheim, durante la quale rimase prigioniero di guerra dopo che il suo aereo fu abbattuto nei pressi di Bergheim, in Germania. Allora era Tenente, quando fu  congedato aveva il grado di Tenente colonnello.
Una conferma della sua permanenza in Germania, nel primissimo dopoguerra, la troviamo nell’archivio di Shepard Stone, giornalista, accademico e consulente del governo americano che “servì la U.S. Army dal 1942 al 1946, e fu attivo nel lavoro di intelligence”. Nel faldone 19 della scatola 12, serie 4 del suo archivio leggiamo : “Conference: Third U.S. Resident Officers Conference; Report: Report on Panel: Estimate of the Present Situation in Germany, led by Samuel Reber, Frank J. Miller and Robert H. Cunningham”, tra i documenti datati 1949-1953 e riferiti alla “High Commission For Germany (HICOG)”.


/fine seconda parte
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