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permalink | inviato da hommerevolte il 11/11/2011 alle 16:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
Et in Arcadia ego
6 luglio 2011


Questa immagine, tra quelle delle manifestazioni e dei violenti scontri del 3 luglio 2011 in Valsusa, mi ha subito suggerito il suo titolo.
Senza scomodare Panofsky, questa fotografia ha un valore iconografico di grande forza emotiva: gli scudi "militari" della TAV contro il crocefisso disperato dei NO TAV.
Fin dall'origine il rapporto tra violenza e movimento  contro la TAV è equivoco: la verginità pacifista, i "no-tav" l'hanno persa decenni fa con le indagini di Maurizio Laudi sugli anarchici valsusini, accusati di banda armata. Alcuni di loro si suicidarono in seguito. La storia è complessa, non lineare, lunga e ...per arrivare fino al 3 luglio 2011, forse occorre passare per Genova 2001.


Andando al di là della cultura e della violenza emerse, da tutte le parti in scontro, il dato che ci riporta questa immagine è quello sintetizzato in un commento su un altro blog del Cannocchiale: http://orione.ilcannocchiale.it 
che termina così :

"Qual è il fine del progresso, se non il progresso stesso, e in che cosa è diverso dagli altri monoteismi che chiedono atti di fede contro speranza? Che differenza c’è tra le scavatrici della Val di Susa, che si apprestano a far svettare il tricolore su abeti sradicati, nidi di scoiattoli e cime millenarie, con gli appetiti del gigante minerario indiano Vedanta Resources, che della montagna sacra dei Dongria Kondh riescono solo a calcolare i due miliardi di dollari di bauxite che ci stanno sotto? Cosa cambia con i Buddha abbattuti dai talebani in Afghanistan, coi roghi di libri dei nazisti, coi templi Inca e Maya piallati dagli evangelizzatori e usati come base per le loro chiese? Chi decide cos’è sacro e cosa può essere spazzato via dal mondo?"

Ecco l'interrogativo retorico che sintentizza, come icona, questa immagine.
Quella in Val Susa non è quindi solo una bieca questione economica su chi sbaglia nell'analisi dei costi/benefici, ma anche una questione  di vision antropologica tra arcadia e progresso. Tra sacro e profano.

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