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politica estera
Etica ed affari: il caso Battisti e Finmeccanica
3 ottobre 2011
Battisti-Finmeccanica, da il FattoQ del 02-10-2011
politica estera
Battisti, il Brasile e il doppio paradosso
9 settembre 2011
Ci sono due Italie. Che non comunicano. Che appartengono a mondi culturali diversi. Che non riescono a fare 1+1. Che quindi non individuano i paradossi più macroscopici.

Capita così che mentre il nuovo eroe dei due mondi, Cesare Battisti, rilascia interviste a raffica per continuare a ripetere il suo ritornello difensivo, nessuno accosti le sue dichiarazioni a quelli che sono i dati forniti sul Brasile dall'Human Rights Council dell'ONU, da Amnesty International, dall'Human Right Watch e dalla Pastorale della Conferenza Episcopale.
Sfugge il nesso?
Il ritornello con il quale l'ex terrorista dei PAC cerca di minare le fondamenta delle sue condanne (nei tre gradi di giudizio) è la presunta tortura subita da coloro che lo accusarono. Questo è il punto chiave dal quale è poi discesa, in dichiarazioni analoghe dei vari 'espatriati' degli anni di piombo, quella legittimità culturale a livello internazionale che individua nell'Italia degli anni '70 un specie di dittatura sudamericana e nei terroristi degli eroi resistenti.
Dov'è il paradosso?
Il paradosso è in verità doppio.
Il primo risiede nel piccolo particolare che il Brasile è l'unico paese dove, finita la dittatura, siano aumentati i casi di tortura.
Il secondo è che Battisti lancia i suoi strali da un paese la cui classe dirigente - Lula e l'attuale Presidente in testa - ha provveduto a liberarlo, facendo prevalere la politica sulla giurisdizione, e al tempo stesso, e per fare solo un esempio, ha provveduto a togliere la scorta al magistrato che indagava su omicidi e torture delle forze dell'ordine. Il risultato dell'ultima opzione è costato caro: lo scorso 13 agosto Patricia Acioli, questo il nome del giudice del Tribunale di Rio, è stata ammazzata con una clamorosa e spettacolare operazione da 12 sicari armati con armi in dotazione alla Stato carioca.

Battisti è quindi, ironia della sorte, rifugiato politico di un paese dove il terrorismo di Stato è all'ordine del giorno, anche se non fa notizia.

POLITICA
Intervista a Radio Capital su Battisti
10 giugno 2011

politica estera
Intervista sul caso di Cesare Battisti
31 dicembre 2010
Intervista di fine anno al settimanale francese l'Express sul caso Battisti
  • L'EXPRESS publié le 31/12/2010 à 14:45

Ne pas extrader Battisti est "une décision gravissime"

Par Philippe Broussard,

 
Ne pas extrader Battisti est "une décision gravissime"

L'extradition de Battisti, emprisonné au Brésil, est réclamée avec force par l'Italie où il a été condamné par contumace en 1993 à la réclusion à perpétuité pour quatre meurtres et complicité de meurtres commis en 1978 et 1979, crimes dont il se dit innocent.  

AFP/MARCOS DE PAULA/AGENCIA ESTADO/AE

L'Association italienne des victimes du terrorisme (AIVITER) s'indigne du refus du président brésilien Lula d'extrader l'ancien activiste d'extrême-gauche. Le porte-parole international de l'association, Luca Guglielminetti, explique pourquoi à LEXPRESS.fr.

 

Comment interprétez-vous la décision du président brésilien?

Cette décision gravissime traduit avant tout la proximité idéologique entre le président Lula et Cesare Battisti. Il faut se souvenir que les deux hommes ont en commun d'avoir été des activistes de gauche. Nous retrouvons chez Lula la sympathie qu'affichait à une époque l'intelligentsia française pour cet homme accusé d'avoir participé, directement ou indirectement, à quatre homicides. Ces gens-là prétendent que l'Italie des années 70 n'était pas une démocratie mais un pays digne du Chili de Pinochet. C'est faux, bien sûr, même la gauche italienne le reconnaît aujourd'hui. Les suspects n'étaient pas jugés dans des stades mais dans des tribunaux qui respectaient leurs droits.  

Est-ce une défaite pour la diplomatie?

Absolument. Qu'ils soient de droite ou de gauche, les gouvernements successifs de notre pays ne se sont pas occupés de cette affaire. L'unanimité droite-gauche affichée au niveau parlementaire sur le cas Battisti n'a pas été suivie d'effets au niveau diplomatique. Les intérêts politiques et commerciaux l'ont emporté. N'oubliez pas que l'Italie est le deuxième partenaire commercial européen du Brésil.  

Votre association n'a-t-elle pas, elle aussi, une orientation politique?

Aucunement. Nous ne sommes ni dans un camp ni dans un autre et nous n'agissons pas par esprit de vengeance. Les familles des victimes du groupe terroriste de Battisti sont toutes membres de notre association. Elles veulent s'en tenir aux décisions de la justice de notre pays. Et cette justice a condamné Battisti. Encore une fois, l'Italie n'est pas le Chili de Pinochet! 


Articolo originale su http://www.lexpress.fr/actualite/monde/ne-pas-extrader-battisti-est-une-decision-gravissime_949128.html , ripreso da Le Vif - Mediapart - Yahoo France - AgoraVox - MPCT


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permalink | inviato da hommerevolte il 31/12/2010 alle 16:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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