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permalink | inviato da hommerevolte il 29/7/2011 alle 21:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
Torino rimuove la sua storia industriale
17 ottobre 2010


Di fronte alla notizia che domani le ruspe demoliranno la fabbrica di Barriera di Milano, cioè le Officine Grandi Motori, uno dei più significativi esempi di archeologia industriale rimasto ancora intatto a Torino, sorgono alcune domande.

1) Dove è finito il Comitato di tutela della OGM? il suo sito è fermo al 2007!

Tale Comitato aveva elaborato un masteplan alternativo a quello del comune (che prevedeva l'abbattimento dell'80% delle OGM) che tutelasse maggiormente questo edificio storico della Torino fordista, cui si applicò la grandi qualità di progettazione di Pietro Fenoglio e Giacomo Mattè Trucco.

2) Perché nel comunicato del Comune di Torino del 1° ottobre scorso è scritto "I lavori di demolizione alle OGM inizieranno l’anno prossimo”, invece che tra due settimane?

3) Il museo delle macchine del mio amico Vittorio Marchis, verrà ospitato nei 1.600 metri quadrati della cosiddetta “basilica”: è quindi questa l'unica parte che non verrà abbattuta?

Il nuovo allestimento del museo del Politecnico, dopo decenni di oscura vita in magazzino di via Cavalli, è certamente benvenuto, ma più in genere, tali quesiti si inquadrano nella prospettiva delle ultime decadi. Quelle nelle quali si è assistito ad un sistematico disinteresse per la salvaguardia del patrimonio industriale di Torino. Una politica opposta, a quanto ad esempio, ha svolto l'amministrazione di Sesto San Giovanni, che oggi si candida con il suo patrimonio, in gran parte salvato e progettato al riuso, ad entrare nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO per la categoria del paesaggio culturale evolutivo.

Torino preferisce invece scordare la sua evoluzione, cioè la sua storia, il suo passato industriale. Parrebbe se ne vergogni o che lo rimuova in favore di un futuro che, a mio avviso, non è risultato così roseo come prospettato ai tempi della promessa Olimpica. La stessa qualità architettonica e urbana sorta su quell'esperienza è li a testimoniarlo: da un parte, per citare solo gli esempi più eclatanti, gli scempi delle archistar su Palazzo Vela, su piazza Valdo Fusi e su Porta Palazzo, dall'altra la aberrazioni dell' edilizia residenziale di qualità scadente nei materiali e nell’estetica da loculo, sorta sui vecchi insediamenti industriali: Spina 3 in testa, seguita dall’area intorno ai Docks Dora.

A questo si aggiunge, dal punto di vista urbanistico, la mancata programmazione del riutilizzo delle strutture olimpiche e dei servizi nei nuovi quartieri, degni come sono degli anni ’50 del secolo scorso.

SOCIETA'
CDrom "Urban Industrialisation"
9 giugno 2006
CDRom prodotto da Koinetwork e Kore nel progetto ", Environment and Society: new perspectives of equilibrium in Northern, Central and Southern European Countries"



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