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ARTICOLI PRINCIPALI SU TERRORISMO E RADICALIZZAZIONE
L'Italia (che non è la Danimarca) parte con la prevenzione soft del terrorismo 27 Novembre 2015
Di fronte la strage di Parigi: The soft (power) is the hardest 15 Novembre 2015
Torino prima città con una piano di prevenzione della radicalizzazione violenta? 28 luglio 2015
Dei diversi approcci di prevenzioni del terrorismo 28 giugno 2015
Softpower, deradicalizzazione e contronarrative nella prevenzione del terrorismo 16 gennaio 2015
Softpower nella prevenzione del terrorismo: il divario europeo 17 ottobre 2014
Il processo di radicalizzazione violenta del movimento No Tav 25 aprile 2014
Dopo il caso Delnievo, la prevenzione verso il rientro dei combattenti in Siria 26 giugno 2013


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politica estera
Presentazione del convegno regionale sulla prevenzione della radicalizzazione
8 aprile 2017

Verso un approccio regionale alla prevenzione della radicalizzazione, Conferenza del 10 Aprile 2017 promossa e ideata da Viviana Premazzi e Luca Guglielminetti con il supporto dell'Assessorato alle Politiche giovanili, Diritto allo studio universitario, Cooperazione decentrata internazionale, Pari opportunità, Diritti civili, Immigrazione della Regione Piemonte.

Tutti i materiali qui su Google Drive
  • Per informazioni: 333.3884589 - 335.6619003 
  • Per registrarsi: viviana.premazzi@gmail.com – info@kore.it

PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE: DALLA PREVEZIONE DEL TERRORISMO A QUELLA DELLA RADICALIZZAZIONE by Luca Guglielminetti on Scribd



Anche su La Voce del Tempo
SOCIETA'
Verso un approccio regionale alla prevenzione della radicalizzazione
21 marzo 2017
Conferenza del 10 Aprile 2017 promossa e ideata da Viviana Premazzi e Luca Guglielminetti con il supporto dell'Assessorato alle Politiche giovanili, Diritto allo studio universitario, Cooperazione decentrata internazionale, Pari opportunità, Diritti civili, Immigrazione della Regione Piemonte
politica interna
Il sistema Torino: i confini e la rivolta
30 marzo 2014

"Sistema Torino vuole indicare una serie di persone e di potentati che hanno dominato e gestito consociativamente i centri nevralgici della città della Mole. È stato un processo non casuale gestito da persone che hanno occupato i luoghi critici di Torino, di fatto comandandola come una cosa propria negli ultimi 15 anni, gli anni del dopo Tangentopoli…".
Si ritiene che sia costituto da "i politici e sindacalisti della sinistra, poi centrosinistra torinesi insieme alle loro assortite corti e i personaggi della famiglia allargata Agnelli (…) e molti ex dirigenti del gruppo Fiat" cui si aggiunge "un nutrito gruppo di radical chic in parte accasati in potentati accademici, altri alla testa di istituzioni culturali".
Questa la sintesi di un articolo sul Fatto Quotidiano che riporta la notizia di un libro e uno spettacolo teatrale ironicamente intitolati "Il sistema Torino non esiste" dell'attore Massimo Giovara e dello scrittore Maurizio Pagliassotti, già autore del libro "Chi comanda Torino".
Ma il sistema Torino temo abbia confini più ampi: sia temporali che 'settoriali'.

L'establishment politico torinese (e i suoi rapporti con la FIAT) non ha una natura solo ventennale: Fassino era già dirigente locale del PCI negli anni '70. Le amministrazioni rosse che hanno gestito la cultura hanno una storia che parte dal prima giunta Novelli nel 1975.
Soprattutto i confini del sistema si estendono oltre la politica, il sindacato, la Fiat e la cultura, giungendo anche ad altri tre gangli importanti: il sistema giudiziario, quello del volontariato sociale, o terzo settore, e quello della formazione professionale. 

Il rapporto PCI magistratura è un capitolo assai vasto che andrebbe studiato a parte, in relazione a Magistratura Democratica. Ma a Torino si sono certamente intrecciati contatti tra dirigenti comunisti e magistrati negli anni di piombo: quando il PCI si decise a riconoscere la natura rossa delle BR e allertò il suo apparato nel contrasto alle formazioni eversive che agivano con ferocia in città uccidendo e gambizzando a ripetizione.
Questa particolare attenzione ai risvolti sociali dell’azione giudiziaria, ha salvaguardato l’establishment nel dopo tangentopoli e nel periodo olimpico
Sul terzo settore, e in particolare sulla più grande associazione torinese, e italiana, il Gruppo Abele, è sufficiente segnalare la notizia dell'uscita in questi giorni del libro di Luca Rastello "I buoni", nel quale la figura del professionista dell'antimafia Don Ciotti si cela nella "associazione di Don Silvano, che amministra i beni sequestrati ai clan, favorisce la «mafia» dei propri amici e utilizza i soldi pubblici per scopi privati. Mentre don Silvano recita omelie in memoria dei caduti sul lavoro, i dipendenti della sua onlus sono privati dei diritti elementari. Legalità e trasparenza valgono solo per gli altri. In casa propria ci si regola invece secondo convenienza. E se i bilanci sono truccati, amen." (dalla presentazione su Il Giornale)

Sulla formazione professionale, i cui centri sono appannaggio dei sindacati e di cordate politiche, basta citare il recente scandalo dello CSEA, vicino alla CISL ed anche all'ex vice sindaco (Pd) di Torino: un crac che ha bruciato decine di milioni di euro pubblici in quindici anni.
Magari un qualche altro scrittore potrà cimentarsi su questo settore, nel quale finanziamenti europei alla formazione sono stati gettati per gestire clientele e affari, come per altro non molto diversamente è accaduto nel resto d'Italia.

Se un paio di anni fa la comparsa di Matteo Renzi nell'asfittico panorama politico italiano aveva acceso qualche speranza anche a Torino, queste si sono spente in meno di un anno quando pressoché tutto l'establishment democratico si è allineato sul toscano, tanto che per le prossime elezioni regionali non sono state fatte le elezioni primarie per il candidato presidente del centro sinistra. Tutti imbarcati con Chiamparino: il sindaco misteriosamente "più simpatico d'Italia

Tutto questo dovrebbe preludere a un fosco presagio per il Sistema Torino di fronte alle prossime elezioni. Del resto tale locuzione, che fu coniata dalla giovane consigliere comunale torinese del M5S Chiara Appendino, indica chiaramente chi raccoglierà i frutti della rivolta che dai libri passerà ai voti.


CULTURA
Invito a "Narrazioni contro il terrore". Convegno europeo a Torino (bozza)
9 ottobre 2011
Narrazioni contro il terrore.. Invito convegno europeo Aiviter del 4 novembre 2011a Torino
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