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politica estera
L’idea di un’Africa e di un mondo senza frontiere
4 dicembre 2018

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permalink | inviato da hommerevolte il 4/12/2018 alle 15:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
I fessi della propaganda elettorale
25 febbraio 2018
SOCIETA'
La percezione sociale delle vittime del terrorismo
19 febbraio 2018
Saggio sull forme di doppia vittimizzazione e biasimo delle vittime nella percezione sociale degli atti terroristici: pubblicato sulla Rassegna Italiana di Criminologian 4/2017 disponibile qui


politica interna
Politiche di prevenzione e contrasto ai radicalismi violenti
29 novembre 2017

Lunedì 27 novembre 2017 alla nostra Scuola di Politica abbiamo discusso insieme a Luca Guglielminetti, Membro del Radicalisation Awareness Network (Ran), di politiche di quali siano le cause che portano gli individui a radicalizzarsi, fino a diventare estremisti violenti e quali siano le azioni che si possono mettere in campo per arginare il problema. La serata è stata realizzata dalla Fondazione Benvenuti in Italia in collaborazione con il Centro Interculturale della Città di Torino


politica interna
Lotta al terrorismo e prevenzione della radicalizzazione: vantaggi e debolezze italiane
12 luglio 2017
Che cosa sta facendo il nostro Paese in tema di prevenzione del terrorismo e della radicalizzazione violenta.
Intervista all'emittente 7Gold - Emilia Romagna del 4 luglio 2017.

letteratura
Bread 'n' roses, sintesi poetica
15 gennaio 2017
Sintesi poetica di una brevissima stagione di socialismo generazionale
 a Torino nell'Estate 2002

politica interna
Prevenzione e contrasto dell’estremismo violento: l'Italia al bivio
7 ottobre 2016

Le misure di contrasto e prevenzione della radicalizzazione violenta sono assai delicate perché facilmente possono diventare anziché utili piuttosto controproducenti e dannose.

L'Italia faticosamente e tardivamente si sta avviando a sviluppare queste misure con due strumenti, una proposta di legge, quella Dambruoso-Manciulli in discussione al Parlamento e una Commissione di esperti istituita ad agosto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Gli studi sul processo di radicalizzazione violenta, che partendo dalle biografie dei terroristi hanno cercato di individuare dei modelli predittivi per intervenire prima che un individuo commetta atti violenti, hanno condotto a due approcci diversi e talvolta opposto opposti.

Da una parte sono stati utilizzati per sviluppare degli strumenti per monitorare e valutare il livello di radicalizzazione violenta, in ambito esclusivamente jihadista, degli individui soprattutto in ambito carcerario; e sono attuate nel contesto di una attività di intelligence, e quindi di prevenzione tradizionale delle forze di polizia, per intervenire, a livello nazionale di sicurezza, con misure cautelari appena un individuo commetta un reato prodromico al terrorismo.

Dall'altra, sono stati utilizzati per implementare programmi, detti di contrasto o prevenzione dell'estremismo violento (CVE - PVE), atti ad aumentare la resilienza delle comunità rispetto ai fattori che agevolano il processo di radicalizzazione violenta di qualunque matrice ideologico/religiosa e sono attuati a livello locale in collaborazione tra servizi sociali,  organizzazioni delle società civile ed istituzioni, per intervenire con una ampia gamma di misure "rieducative" prima che un individuo commetta atti violenti.

L'Italia, in particolare il Ministero della Giustizia, la sua amministrazione penitenziaria in coordinamento con il C.A.S.A., cioè la polizia di prevenzione e l'intelligence, stanno lavorando da qualche tempo sul primo approccio.

Il limite è rappresentato dal fatto che gli strumenti per monitorare e valutare la radicalizzazione violenta sono ormai ampiamente messi in discussione; in particolare il loro valore scientifico e predittivo. La scelta di rivolgersi poi alla sola radicalizzazione jihadista è quanto di più pernicioso si possa fare.

Inoltre, nei paesi in cui i numeri delle persone da monitorare sono molto alti, come in Francia, il monitoraggio risulta di fatto impraticabile e inutile, come i fatti recenti di terrorismo hanno palesemente evidenziato.

L'occasione di una proposta di legge e di una commissione governativa, sono quindi cruciali oggi affinché l'Italia non segua modelli inefficienti quando non controproducenti, come quelli francesi, ma piuttosto si relazioni con le migliori pratiche e politiche attuate in Europa e promosse ormai da tutti gli organismi internazionali, che privilegiano il secondo approccio.

Segnalo tre realtà, tutte già presentati su questo blog: quelle della rete europea RAN, quelle delle Nazioni Unite e quella del recente paper frutto di un progetto transatlantico UE-US.


 (CONTINUA: Cosa ci dicono questi documenti e collezioni di approcci e buone pratiche?)

politica estera
SEMINARIO “MIGRAZIONI OGGI: SOGGETTI E SCENARI”
13 aprile 2016

Nell'ambito della mostra Binario 18#stayhumanart

SEMINARIO “MIGRAZIONI OGGI: SOGGETTI E SCENARI”
 Ingresso gratuito - aperto al pubblico tramite iscrizione casella mail legalarte@virgilio.it fino a esaurimento posti
Riconosciuto come aggiornamento professionale per Polizia di Stato e Ordine giornalisti

14 APRILE 2016 ORE 9/13

Palazzo Falletti di Barolo
Via delle Orfane 7, 10122 Torino

PROGRAMMA
Saluti istituzionali: Fosca NOMIS – Presidente commissione Legalità Città di Torino

SOGGETTI E SCENARI

Germana TAPPERO MERLO, Analista di Politica e Sicurezza internazionale
Guerre e iniquità: le cause dei flussi migratori

Michele SOLE, Dirigente Ufficio Immigrazione Torino
Panoramica sui flussi migratori: dati e normativa di riferimento

Farhad BITANI, ex capitano dell’esercito afgano autore del libro
“L’ultimo lenzuolo bianco”: storia di una rivoluzione personale

RISCHI E PREVENZIONE

Germana TAPPERO MERLO: Analista di Politica e Sicurezza internazionale
ISIS e Jihadismo

Luca GUGLIELMINETTI, Rete della Commissione Europea sulla Radicalizzazione:
La prevenzione della radicalizzazione violenta

politica estera
Prevenzione della radicalizzazione violenta
26 marzo 2016
Termine abusato da giornali, politici e commentatori, in questo intervento di 5 minuti si chiarisce a quali politiche e programmi ci si riferisce in Europa e nel mondo quando si parla di processo di radicalizzazione violenta che può trasformare un giovane in un terrorista e i campi di intervento delle sua prevenzione.

Prevenzione della radicalizzazione violenta. Di cosa stiamo parlando? from Luca Guglielminetti on Vimeo.

politica estera
CVE: il ritardo italiano alla prevenzione "soft" del terrorismo
20 marzo 2016
"Salah è stato ritrovato a casa sua, a Bruxelles. Da mesi l'Italia dice che accanto a una risposta credibile sul piano securitario l'Europa deve avere una strategia sui temi cultura, periferie, educazione. Per ogni euro investito in sicurezza, un euro investito in cultura. Siamo convinti che questa proposta italiana debba diventare legge anche in Europa", dice Renzi.
Forse è il contrario: in Europa già si fa...
Mia intervista sull'Avvenire di oggi


CVE: il ritardodo italiano alla prevenzione" soft" del terrorismo;

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