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politica interna
Formazione a Torino: Prevenzione e contrasto del radicalismo violento
9 novembre 2017
Seminario formativo rivolto al personale della Polizia di Stato di Torino e provincia, organizzato dalla Segreteria Provinciale del sindacato "U.G.L. Polizia di Stato".

Formazione CVE
LAVORO
Formazione su prevenzione e contrasto dell'estremismo violento
22 ottobre 2016
Non si nasce terroristi, né si tratta di pazzi o di emarginati sociali allo sbando. Dall’analisi delle loro biografie sono invece stati tratti dei modelli che ci descrivono la pluralità di concause e gli stadi successivi per cui un soggetto si radicalizza fino a giungere ad unirsi ad un gruppo terrorista. Da questi modelli sono stati tratti approcci e pratiche atti alla prevenzione e al contrasto di tale processo nei gruppi di giovani a rischio (CVE/PVE – Counter/Prevent Violent Extremism), che affiancano gli strumenti securitari tipici della lotta al terrorismo.
I tre pilastri del CVE sono:
- Disseminare sensibilizzazione sui processi di radicalizzazione violenza e di reclutamento;
- Contrastare le narrazioni estremiste, come la propaganda jihadista, con la promozione on-line di contro-narrazioni prodotte dalla società civile;
- Valorizzare gli sforzi delle comunità locali che intervengono consentendo di interrompere il processo di radicalizzazione prima che un individuo si impegni in attività criminali.
In tutta Europa sono stati sviluppati corsi di formazione per accrescere la consapevolezza e la comprensione tra gli operatori di prima linea (insegnati, polizia locale, operatori della società civile, educatori, personale penitenziario, assistenti sociali, ...) che hanno responsabilità verso i giovani vulnerabili alla radicalizzazione violenza che può portarli alla pratica terroristica.

Tutti i corsi svolti e proposti nascono dall'esperienza della rete e centro d'eccellenza RAN (Radicalisation Awareness Network) un'organizzazione ombrello promossa nel 2011 dalla Commissione Europea (DG HOME), composta da attori locali, professionisti, esperti, ricercatori e gruppi della società civile – il cui scopo è quello di aumentare la forza delle comunità e la loro resilienza di fronte alla sfida dell'estremismo violento.

Per informazione sui corsi: Luca Guglielminetti, info@kore.it

  • FORMAZIONE PER DOCENTI DI SCUOLE SECONDARIE DI 2°GRADO: RADICI, RADICALIZZAZIONI E TERRORISMO: UNA DIDATTICA DI PREVENZIONE, accreditato dagli URS di Piemonte e Friuli Venezia Giulia - 36 ore totali - Ente promotore: Educaforum;
  • Formazione per il personale delle organizzazione della società civile : PREVENZIONE E CONTRASTO DELL’ESTREMISO VIOLENTO, 6 ore totali;
  • FORMAZIONE PER I GARANTI REGIONALI, PROVINCIALI E COMUNALI DEI DIRITTI DELLE PERSONE DETENUTE O PRIVATE DELLA LIBERTÀ PERSONALE: PREVENZIONE E CONTRASTO DELLA RADICALIZZAZIONE VIOLENTA, 6 ore totali;
  • FORMAZIONE PER LA POLIZIA MUNICIPALE: PREVENZIONE E CONTRASTO DELLA RADICALIZZAZIONE VIOLENTA, 12 ore totali.


politica estera
SEMINARIO “MIGRAZIONI OGGI: SOGGETTI E SCENARI”
13 aprile 2016

Nell'ambito della mostra Binario 18#stayhumanart

SEMINARIO “MIGRAZIONI OGGI: SOGGETTI E SCENARI”
 Ingresso gratuito - aperto al pubblico tramite iscrizione casella mail legalarte@virgilio.it fino a esaurimento posti
Riconosciuto come aggiornamento professionale per Polizia di Stato e Ordine giornalisti

14 APRILE 2016 ORE 9/13

Palazzo Falletti di Barolo
Via delle Orfane 7, 10122 Torino

PROGRAMMA
Saluti istituzionali: Fosca NOMIS – Presidente commissione Legalità Città di Torino

SOGGETTI E SCENARI

Germana TAPPERO MERLO, Analista di Politica e Sicurezza internazionale
Guerre e iniquità: le cause dei flussi migratori

Michele SOLE, Dirigente Ufficio Immigrazione Torino
Panoramica sui flussi migratori: dati e normativa di riferimento

Farhad BITANI, ex capitano dell’esercito afgano autore del libro
“L’ultimo lenzuolo bianco”: storia di una rivoluzione personale

RISCHI E PREVENZIONE

Germana TAPPERO MERLO: Analista di Politica e Sicurezza internazionale
ISIS e Jihadismo

Luca GUGLIELMINETTI, Rete della Commissione Europea sulla Radicalizzazione:
La prevenzione della radicalizzazione violenta

SOCIETA'
La violenza politica: un tabù per le scuole?
15 novembre 2012


Ieri mattina scendendo dalla metropolitana mi sono trovato, nei pressi del mio ufficio a Torino, nel mezzo della manifestazione studentesca proprio quando il corteo si è fermato. Una parte ha raggiunto il cantiere del grattacielo progettato da Renzo Piano, e poco dopo un poliziotto veniva circondato e bastonato a terra da una decina di autonomi con caschi e mazze, cui è seguito il lancio di un lacrimogeno e l'arrivo dell'ambulanza. Ho visto decine di studentesse terrorizzate telefonare ai genitori, rassicurando che se le cose continuavano a mettersi male avrebbero preso subito il largo dalla manifestazione.

La simpatie verso le varie forme di radicalizzazione, che può sfociare in terrorismo e violenza, hanno ormai in tutto il mondo la configurazione liquida di soggetti che nei network sociali trovano reti nelle quali identificarsi, collaborare, scambiare valori e condividere narrative e forme di propaganda. Così dal pomeriggio di ieri, la sera e la notte, la rete Internet in Italia era uno specchio che rifrangeva viralmente la stessa immagine: la fotografia un ragazzino molto giovane con la testa insanguinata per una manganellata della polizia. Una fotografia spesso presentata per italiana, mentre era in vero un fatto occorso in Spagna. Questo non rende meno grave l'accaduto, ma fotografie del fatto cui ho assistito io, non c'era traccia in rete, mentre il linguaggio che accompagnava l'immagine del giovane spagnolo erano di una violenza incredibile che riesumava tutti i fantasmi degli anni di piombo: la pace sociale è finita, lo stato è il solo terrorista, è la polizia che provoca gli incidenti…

Da un anno gli analisti parlano chiaro. Con le lettere esplosive a Equitalia, i morti e i feriti di Firenze,  gli arresti di neofascisti a Roma, la gambizzazione di Adinolfi a Genova e, il meno noto, avviso del massimo coordinatore europeo di antiterrorismo, Gilles de Kerchove, sul riaccendersi di pericoli dal fronte dell'estrema sinistra, ci troviamo in un clima fertile per la violenza con un humus ideale nella recessione economica del nostro paese.

In questo contesto, la risposta al riaccendersi di fenomeni di radicalizzazione violenta viene demandata alle istituzioni dello Stato, in particolare alle attività di sicurezza nelle due varianti di polizia e intelligence, cui si accompagna il discorso pubblico come la condanna di Fassino verso i fatti di ieri definiti giustamente, "Un attacco squadristico di inaudita violenza", cui si aggiungono gli interventi di editorialisti, politici e uomini di cultura.

Mancano però a mio avviso due soggetti. Chi potrebbe compiere un importantissimo lavoro di prevenzione della cultura delle violenza politica: la scuola. E chi potrebbe contrastare le narrative della propaganda: le vittime della società civile che hanno vissuto sulla loro pelle le disgrazie arrecate dalla violenza e dal terrorismo.

A livello Unione Europea sono state attivate reti di collaborazione per lo studio delle migliori prassi di contrasto alla radicalizzazione ponendo attenzione proprio a questi due soggetti. L'Associazione Italiana Vittime del Terrorismo (Aiviter) ha presentato questa estate un progetto per le scuole di Torino al fine di attivare corsi di cittadinanza attiva per educare alla cultura del dialogo e della non violenza. Alla luce di quello che è successo ieri è veramente inspiegabile che manchi una risposta interessata da parte degli insegnanti e delle scuole.

La violenza politica non può essere oggi una materia tabù.
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