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politica interna
I fessi della propaganda elettorale
25 febbraio 2018
politica estera
L'insegnamento indiretto di Osama
4 maggio 2012

Sulle lettere di bin Laden, rese pubbliche nei giorni scorsi, vale la pena soffermarsi per un dettaglio che contiene un grande insegnamento, naturalmente indiretto, dato il soggetto (!).


I documenti personali di Osama bin Laden, rilasciati dalle forze armate statunitensi, rivelano quanto fosse considerato dannoso per Al-Qaeda la potenza della testimonianza dei sopravvissuti e delle vittime del terrorismo. Quando l'ex sceicco del terrore scrive: “Se gli affiliati di al-Qaida continuano a uccidere i civili musulmani, rovineranno [tutto] e allontaneranno le persone, che potrebbero essere convinte dai nemici...”, dimostra di temere che le storie delle vittime e l'impatto negativo degli attacchi sulla vita dei civili musulmani provochino nei potenziali seguaci di Al-Qaeda una grave perdita di “fede nella jihad" e di fiducia nel metodo terrorista.

Non è quindi un caso che sia a livello di Nazioni Unite che di Commissione Europea, la lotta al terrorismo e alle forme di radicalizzazione violenza sia ormai condotta non solo con i tradizionali strumenti militari e diplomatici, ma anche con quelli 'civili' costituti da quegli individui che sono stati vittime del terrorismo e che formano forse il gruppo più potente di messaggeri promotori di una contro-narrativa, attraverso le loro storie personali, che, opponendosi alla propaganda, parla a tutti della 'verità profonda' sul terrorismo.

Purtroppo nel nostro paese conosciamo le difficoltà, di molteplice natura, patite nel tempo dalla vittime del terrorismo e delle stragi, e in questi giorni che si avviano verso la Giornata delle Memoria a loro dedicata, il 9 maggio, penso sia importante che chi si rivolgerà loro a vario titolo, in discorsi e commemorazioni, sappia che, a fianco della retorica del “non dimenticare”, è possibile evocare una attività virtuosa con lo sguardo rivolto al futuro. Quella della testimonianza di sopravvissuti e vittime ha infatti un valore didattico di prevenzione della violenza politica, etnica, religiosa che merita forse più strumenti di comunicazione per l'oggi che monumenti per il passato.

POLITICA
Una storia di spie e giornali negli anni di piombo (4)
10 maggio 2010
Christopher Simpson in The Science of Coercion, (Oxford University Press, 1994, scrive che “praticamente tutte le comunità scientifica che doveva emergere nel corso delgli anni ‘50 come leader nel campo della ricerca sulla comunicazione di massa, aveva trascorso gli anni della guerra a eseguire studi applicati sulla propaganda americani e stranieria, sul morale delle truppe alleate, sull'opinione pubblica (sia interna che internazionale), sulle operazioni clandestine della OSS, o sulle tecnica di intelligence - allora emergente - derivante dall'analisi di giornali, riviste, trasmissioni radio e intercettazione postale.
Il personagio chiave di questa comunità è Albert Hadley Cantril (più noto come Hadley Cantril), uno dei padri fondatore degli studi sui moderni mass media che dagli anni ’30 collabora con governo americano e la sua intellicence. Nel 1956 Cantril e il suo collega Lloyd Free vengono finanziati con 1 millione di dollari, formalmente dalla Rockefeller Foundation, in realtà dalla CIA. “Il primo obbiettivo del loro lavoro fu uno studio sul potenziale politico dei voti di protesta in Francia e Italia, che erano visiti come ostili alla politica estera nordamericana.
Nel mirino ci sono dunque i due paesi dove, un decennio dopo, come abiamo visto all’inizio,  il presidente americano viene accolto dalle aspre proteste e manifestazioni, proprio per la politica estera degli USA.

Il dato è confermato da documenti desecretati disponibili nello stesso sito della CIA come questo.


L’ultimo aspetto dell’attivita di R. H. Cunnungham, che ci riconduce  in Italia e alla sua tipografia romana è un inchiesta giornalistica pubblicata sul New York Times alla fine di dicembre del 1977. I due autori sono, John M. Crewdson e Joseph Treaster, il titolo è "Worldwide Propaganda Network Built by the CIA".
Non ci stupiamo, se dopo l’attività di intelligence in Germania, nell’F.B.I. negli anni ‘40, l’attività di “backstopping” per la CIA negli anni ’50, si trovi il nome il Robert H. Cunnungham nel nodo italiano della rete mondiale di propaganda delle CIA, negli anni ’60, attraverso due strumenti principali: la Foreign Publications, Inc, e Editors Press Service. In direttto contatto con Richard Helms, direttore dell'agenzia, in quella che divenne nota come operazione Mokingbird.

Allen W. Dulles  nel 1954 diventa direttore della Cia, ma già nel 1951 contatta Cord Meyer per cooptarlo nell’agenzia col compito di dirigere l’operazione per influenzare i media amricani, sotto la supervisione di Frank Wisner, direttore dell Office of Policy Coordination (OPC). Le cifre parlano di 400 giornalisti al soldo della Cia, 800 tra organizzazioni e persone per un fiume di dollari nel corso di un quarto di secolo.
Quando questo scenario iniza ad emergere a metà degli anni ‘70, dopo le varie commissioni del Senato americano (vedi quinta perte) e grazie alle inchieste giornalistiche, sarà George Bush senior, appena diventato Direttore della Cia, a dichiare chiusa l’operazione nel febbraio 1976 : “Effective immediately, the CIA will not enter into any paid or contract relationship with any full-time or part-time news correspondent accredited by any U.S. news service, newspaper, periodical, radio or television network or station.” Anche se aggiunge che la CIA continuerà « a dare il benvenuto a giornalisti volontari per cooperare gratuitamente. »


Segue un grafico di social network 'storico' di
R. H. Cunningham, realizzato incrociando fonti giornalistiche e bibliografiche sull'intelligence dalla II Guerra Mondiale in avanti.


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