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SOCIETA'
Gabanelli, dall'inchiesta ai consigli per il Principe
15 aprile 2012
Non è un buon segno per il paese se anche i rari e stimati casi di giornalisti di inchiesta, cioè Milena Gabanelli, si mettono a fare la concorrenza agli opinionisti e accademici nell'attività di consiglieri del Principe.
Il consiglio a Mario Monti della puntata di questa sera della trasmissione Report è anticipato con grande evidenza sul Corriere della Sera di oggi: basta con il contante… "ci sono solo 3 categorie che non possono sopravvivere senza cash: spacciatori, tangentisti, evasori". Questa la lapidaria sentenza emessa al termine del lungo articolo.

La questione non è chiedersi: ma dove vive? O ironizzare su qualche milione di pensionati e qualche altre categoria sociale "minorata", che si trovano in compagnia della feccia sociale oggi alla gogna.

La domanda giusta da porsi è perché dalla attività 'radicale' di inchieste si passi a quella 'promiscua' di consigliere, cui di solito si dedicano quei professori universitari la cui attività didattica e di ricerca non gratifica l'ego quanto la firma in calce ad un opinione pensata affinché sia intesa del Principe.

Siamo sempre, come nel caso Bianconi, nei paraggi di un problema di carenza di deontologia professionale, mi pare. Se un giornalista anglosassone passasse dal condurre inchieste che danneggiano gravemente l'immagine dei poteri a quella di fornire consigli, per altro dissennati*, agli stessi od ad altri poteri, la sua credibilità di fronte alla opinione pubblica sarebbe irrimediabilmente persa.

Chissà che ne sarà della parabola della Gabanelli in Italia?

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*la traciabilità di ogni pagamento f
arà la felicità dello Stato e del marketing, in un connubio molto... 'cinese'!

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permalink | inviato da hommerevolte il 15/4/2012 alle 15:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
Una storia di spie e giornali negli anni di piombo (1)
13 maggio 2010





Questa storia decidiamo di farla iniziare da un articolo del Pittsburgh Post-Gazette - 1 mar 1969,

in modo da avere una fonte certa. Il presidente Richard Nixon è in un giro di visite per l’Europa. A Berlino, Parigi e Roma in quel fine mese di febbraio il suo  messaggio è lo stesso: “Attraverso una forte unità l’Occidente alleato può trovare una nuova era di riconciliazione”. Lo sfondo è la guerra fredda e quella del Vietnam. Tanto a Roma, quanto a Parigi, il Presidente americano viene accolto da manifestazioni anti-americane, anti-imperialiste, roghi di bandiere USA, scontri con le forze dell’ordine e con i fascisti.

Siamo in un anno cruciale per il nostro paese: due mesi dopo, il 25 aprile, a Milano scoppiano due bombe, una al padiglione FIAT della Fiera campionaria e l'altra all'ufficio cambi della Banca Nazionale delle Comunicazioni, alla stazione centrale, provocando una ventina di feriti non gravi. È uno dei primi fatti riconducibili alla strategia della tensione, che culminerà quell’anno a dicembre con la strage di Piazza Fontana, cui seguì il "caso Pinelli".

Ma torniamo alla cronaca di quel Sabato 27 febbraio 1969 svolta del giornale di Pittsburgh: da un parte abbiamo lo studente Domenico Congedo che precipita e muore nel tentativo di uscire dall’Università durante un assalto di neofascisti, cui segue  al Senato una rissa per i fatto accaduto tra il missino Gastone Nencioni e il democristiano Fabiano De Zan.
Dall’altra i dimostranti di sinistra cercano obiettivi riconducibili all’Amerian businesses. Da Piazza di Spagna, un gruppo di centinaia di manifestanti si dirige alla stamperia del “Rome Daily American”, venendo alle mano con i 40 lavoratori ivi impiegati, distruggendo macchinari e gettando bombe incendiarie nelle rotative, fino all’arrivo della polizia.
L’amministratore del giornale americano che denuncia 20.000 dollari di danni, è Robert Cunningham.

O forse più precisamente Robert H.( Hugh) Cunningham (senior): la persona al centro della storia che vogliamo raccontare e che si estende per tutti gli anni di piombo, fino ad intersecarsi  con quella di altri giornali: e con alcune delle oscure trame cje hanno coinvolto il nostro paese
.


/fine prima parte
































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