.
Annunci online

hommerevolte
Blog-Lab di Luca Guglielminetti e del Nuovo Caffé Letterario
Link
Cloud Tags

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte

Locations of visitors to this page


PROFILO - @Google

INCIPIT
C'è la bellezza e ci sono gli umiliati. Qualunque difficoltà presenti l'impresa, non vorrei mai essere infedele né ai secondi né alla prima." (Albert Camus)
L'uomo in rivolta

Cerca sui miei blog



Nuovo Caffé Letterario

Anche su:


Nuovo Caffé Letterario

Promuovi anche tu la tua Pagina



Pubblicazioni on-line su: ISSUU


Video
Vimeo


POLITICA
Orsini: le due sinistre ieri e oggi
30 marzo 2012

Intervista ad Alessandro Orsini, autore del libro "Gramsci e Turati, Le due sinistre" definito da Saviano "la più bella riflessione sulla sinistra fatta negli ultimi anni".
politica interna
Scilipoti e i letterati, o della coazione a ripetere
18 novembre 2011

Molte delle persone che si considerano intelligenti oggi hanno passato il loro tempo e speso le loro migliori risorse retoriche a scrive sui social network la loro indignazione verso l'azione di Scilipoti. I più famosi possono vedere i loro articoli pubblicati sui giornali di domani mattina.
In ogni caso gli esercizi di stile negli editoriali, la ricerca di aggettivi sferzante nei tweet  e nei post sono - da questa mattina - una produzione continua, coatta, a ripetere, come se Berlusconi fosse ancora il Premier. Lui infatti è caduto, ha perso, ora ci sono i professori, i tecnici, ma sono tutti lì a sbavare ancora contro il prototipo del politico berlusconiano, l'ex "dipietrista", poi "responsabile" ...di aver allungato la vita al governo precedente di pochi mesi.

Eppure - senza entrare nel merito delle protesta - che nel quadro della cosiddetta "Costituzione materiale delle seconda Repubblica" non è stata neppure così peregrina - è noto, non solo ai tecnici, ma anche agli scienziati che una delle forme dell'intelligenza umana risiede nel comprendere velocemente il cambiamento di situazione, di contesto. Serve per adeguarsi e sopravvivere, nell'ottica di Darwin.
La carenza di tale forma di intelligenza tra gli italici uomini e donne di lettere non sarebbe in vero un problema se in chi li legge non faccesse poi scattare delle reazioni che contribuiscono a garantire la vittoria al centro destra...

Oltre al moralismo anche la scemenza è di sinistra?
politica interna
Lo spin doctor di Matteo Renzi
1 novembre 2011
Non so se sia esatto definirlo spin dottor, magari gli garba, ma dietro o a fianco, ma fuori dalla ribalta, di Matteo Renzi c'è una vecchia conoscenza. Un nome noto al mondo socialista: Giuliano da Empoli.



E' infatti il figlio di Antonio. Vicino ai socialisti, amico di Giuliano Amato, Antonio Da Empoli era entrato a Palazzo Chigi negli anni di Craxi. Nel 1983 divento' responsabile del dipartimento economico della presidenza del Consiglio e tre anni dopo le Br lo presero di mira in un attentato. Nel 1987 un altro incarico importante, questa volta al Dipartimento per il Mezzogiorno, snodo importante nel gran fiume degli aiuti al Sud. Nel 1992, con Amato a Palazzo Chigi, il governo invia Da Empoli al Monte dei Paschi di Siena, come rappresentante in quota socialista nella deputazione della banca senese. Muore in un incidente sull'autostrada del sole nel 1996, quando, con la moglie, è coinvolto nelle inchieste di tangentopoli sul Pacini Battaglia e la Karfinko.
Il figlio Giuliano sembra ereditare immediatamente il ruolo del padre, soprattuto l'amicizia con Giuliano Amato: infatti, morto il padre, lo troviamo consigliere del ministro delle comunicazioni Maccanico tra il 1996 e il 1998, esperto presso la presidenza del Consiglio con il governo Prodi II (1999-2001) e consigliere del ministro della cultura Rutelli fino al 2008. E' poi membro del cda della Biennale di Venezia, già amministratore delegato di Marsilio editore, la casa editrice veneziana del fratello di Gianni De Michelis. Dal 2009 è assessore alla cultura nella città di Dante, quando lo chiama Matteo Renzi uscito vincitore, come sindaco outsider, dalla primarie del PD.
Una laurea in giurisprudenza, sociologo e giornalista è anche un prolifico autore di saggi, tra i quali il primo ebbe un certo successo "Un grande futuro dietro di noi". Ne parlammo su Socialisti.net nel lontano 2002. Un articolo che finiva così:

"il “grande futuro” immaginato dalla sinistra “anziana” ci appartenga sempre meno, sotto tutti i punti di vista. A partire dai nomi fino ai simboli passando per le idee “forti” o “deboli” che hanno rappresentato le migliori tradizioni politico culturali della sinistra storica o movimentista: tutto sembra dotato di senso e significato sempre più labile. Questa perdita di significato è indiscutibilmente legata alla mancanza di senso di responsabilità della sinistra stessa (...). Ma c’è dell'altro, perché la sinistra è incapace di fornire risposte anche a chi in piazza professa che “ un mondo diverso è possibile”, oltre a quelle di chi, nel chiuso delle proprie case, chiede maggiore sicurezza sociale e libertà personale. La sinistra silente non riesce più a rispondere alle nuove domande di libertà e responsabilità, domande che sono solo in apparente contraddizione, come utopia e riforma, o come l’ossimoro liberalsocialismo. Forse sarà un neologismo a sintetizzare le risposta, ma, in ogni caso, è abbastanza evidente, potranno scaturire sola dall’interno di questa nuova generazione. La scena degli “anziani” (con tanti auguri a Stefania Craxi o ai mitografi di Berlinguer o del Che) pare veramente ogni dì sempre più vuota."

Dopo 10 anni da quell'articolo, e 15 dall'uscita del libro, le idee di patto tra generazioni, di meritocrazia, di walfare per i lavoratori non garantiti etc. arrivano finalmente alla scena nazionale. Grazie al "Big Bang" della Leopolda organizzato da Matteo Renzi. Bene ha fatto allora Giuliano da Empoli: invece di farsi cooptare ancora da il "vecchio" Amato, questa volta ha scelto un coetaneo. In questo modo un futuro, magari non grandissimo, si profila non più alle nostre spalle, ma nella sua giusta prospettiva: davanti. Davanti a questo paese che aspetta da troppo tempo i suoi giovani.
POLITICA
La piazza rosso viola e il Caimano
13 marzo 2010
Barenghi ieri su La Stampa rivendicava la legittimità di una ideologia antiberlusconiana a fronte di una pro, salvo lamentare che il centrosinistra non ha una un progetto comune. Da un punto di vista linguistico e politico, si tratta di una assurdità: come spiegava bene George Lakoff - in "Non pensare all'elefante" (2006), dove l'elefante è il partito repubblicano - per battere la destra in generale, secondo criteri che valgono dappertutto, schematizza 11 punti. Uno di questi dice: «I progressisti siano attivi, non reattivi». In parole povere, parlino di sé, più che delle malefatte dell’avversario. E' quindi proprio erigendo una ideologia anti-avversario che ci si preclude la costruzione di un progetto politico alternativo. Ovvvero, si vincono le elezioni se si ha un discoroso chiaro su ciò che la propria parte vuole, si perdono se si demonizza l'avversario. Punto.
Vedremo la piazza rosso viola di oggi quali parole ascolterà...
POLITICA
ELEZIONI 2008: UN BAGNO DI SANGUE?
15 aprile 2008

 

Il PD cannibalizza tutto la sinistra: scompaiono dal parlamento non solo i socialisti, come prevedibile, ma tutta la sinistra Arcobaleno. Bertinotti si ritira, Boselli si dimette; non un parlamentare comunista o socialista ed accanto al PD un solo partito che non si può definire esattamente di centrosinistra come l'IdV di Antonio Di Pietro.
Veltroni perde con uno scarto del 9% su Berlusconi e non è riuscito a sottrarre un solo voto al centro, mancando la scommessa di conquistare i voti moderato e del nord. Il risultato più impressionante è lo sfondamento della Lega, in Emilia Romagna in particolare.

Tutta la stampa è unanime nel considerare positivo la semplificazione raggiunta: 3-4 partiti in tutto siederanno in Camera e Senato. Un risultato che dimostra l'ampia sovrastima, e in qualche caso la malafede, delle lunghe  dissertazioni sul sistema elettorale, ma soprattutto un risultato che riconduce ad una riduzione del sistema partitico auspicato da molti componenti intellettuali, politiche e d'affari dopo il crollo del Muro di Berlino.

A monte del risultato elettorale saranno pochi oggi a leggere quanto è successo ancora nel corso dell'ultima legislatura prodiana in termini di intervento della magistratura sulla politica: se accanto a Veltroni c'è solo Di Pietro e mancano Mastella e Pecoraro Scanio, qualche merito ce l'hanno anche i PM. Non escluderei, cioè, che il risultato di ieri  rappresenti anche un punto d'approdo di quanto è iniziato con Tangentopoli.

Questo punto di arrivo però non può essere oggi demonizzato: il risultato è oggettivamente utile al paese, pur lasciando un'ombra che lo seguirà soprattutto nella futura evoluzione del PD. Va preso atto che siamo arrivati ad una democrazia dell'alternanza, nel quale i due attori principali, PDL e PD, hanno la stessa forza che una volta avevano rispettivamente la DC e il PCI. Se intorno a loro sono sopravvissuti solo l'UDC, la Lega e l'IdV, questo è dovuto essenzialmente ai ritardi culturali della sinistra, cosiddetta radicale, ed all'inettitudine con cui è stata gestita negli ultimi dodici anni la eredità dell'ex-PSI.

I primi, la sinistra oggi extra parlamentare, marxista e comunista, pur con venature riconducibili alla sinistra socialista lombardiana da cui nasce il suo leader Bertinotti, ha molto velato la falce e martello pur continuando, ad esempio, a disquisire sulla declinazione tra Marx ed Haidegger in chiave rivoluzionaria, come sul Manifesto di pochi giorni fa.
I secondi, i dirigenti dell'ex PSI, hanno cavalcato per un decennio una miope strategia atta a salvaguardare solo minime rendite di posizione individuali, giungendo fuori tempo massimo ad unificare la diaspora dopo aver gettato al vento quelle collaborazioni con Verdi e Radicali, dalle quali avrebbero potuto trarre giovamento in termini di contaminazione culturale reciproca, e che sono invece state utilizzate come meri artifizi elettorali atti alla sopravvivenza spicciola.

La sinistra fuori dal Parlamento rischia solo di regredire ulteriormente in una dimensione dove la radicalità avrà maggior agio, il Partito socialista sembra non avere più alcun futuro.

Con meno dell'1% il PS non avrà neppure il rimborso elettorale: al fallimento politico seguirà quello finanziario.
Assisteremo ancora una volta al nascere di micro iniziative atte alla sopravvivenza di qualche esponente socialista in pensione, ma ai più, l'unica l'alternativa praticabile, è quella già ampiamente pronosticata un anno fa: alla spicciolata entreranno nel PD. Dalla porta di servizio, come si adice a chi ha truffato l'orgoglio di un popolo riducendolo a 355.581 unità.

 

(Luca Guglielminetti)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. sinistra pd elezioni socialisti boselli

permalink | inviato da hommerevolte il 15/4/2008 alle 18:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
febbraio        aprile