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Blog-Lab di Luca Guglielminetti e del Nuovo Caffé Letterario
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C'è la bellezza e ci sono gli umiliati. Qualunque difficoltà presenti l'impresa, non vorrei mai essere infedele né ai secondi né alla prima." (Albert Camus)
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POLITICA
Dalla diaspora socialista all'ascesa di Metteo Renzi
6 gennaio 2014
Premessa

Non sono riuscito mai a vedermi come giornalista o blogger. Semplicemente da cittadino appassionato di politica, con pregressi giovanili tali da avermi reso consapevole delle necessità di tenermi a debita distanza, e da lavoratore della conoscenza, con pregressi studi sul ruolo delle gazzette nell'Europa dei Lumi tale da avermi reso consapevole dell'importanza della circolazione delle idee, mi sono trovato, come sono ora, dietro la tastiera di un computer a trascorre gran parte del mio tempo.

A metà degli anni '90 la stagione giacobina e ipocrita di Tangentopoli, da una parte, e l'avvento di Internet, dall'altra, mi avevano indotto, politicamente, a diventare socialista, di quelli cattivi, cioè craxiani, e, professionalmente, a diventare un utilizzatore del web, allora mezzo esclusivo di informatici, come strumento mezzo di comunicazione e design.
Entrare nella sede storica del PSI di Corso Palestro a Torino, ormai frequentata da pochi reduci, e fondare la web farm, Kore Multimedia, sono stati due passi paralleli, tali per cui si aprì la possibilità di sperimentare il nuovo media ponendolo a disposizione delle idee che valutavo da difendere e promuovere verso quella élite, allora definita cybernauti, scommettendo sul fatto che sarebbe diventata una più ampia agorà telematica aperta a tutti i cittadini.

Seppur i primi siti sia politici che culturali, con relativi testi, risalgano al 1996/7, rileggendo il complesso degli scritti ho rilevato un ciclo temporale omogeneo negli undici anni definiti (2000-2011): il 19 gennaio 2000 muore Bettino Craxi e pochi giorni dopo apre il portale Socialisti.net e, in seguito, la nuova versione della web-zine Caffè Letterario. A questi, nel contesto di una dimensione collettiva con una specie di redazione (a ranghi ridotti e spesso virtuali), si aggiunge il mio blog Homme Révolté, a partire dal 2006, in quella individuale che non mi ha mai troppo entusiasmato. Del resto i primi due iniziavano a languire fino quasi a mummificarsi negli ultimi anni. Il ciclo del mio impegno politico stretto si chiude in vero non nel 2011 ma nel 2012, quando ho costituito un comitato di socialisti a sostegno di Matteo Renzi per le primarie del centrosinistra:  di quell'anno infatti ho aggiunto in coda un solo testo: la recensione a "Stil Novo". Un libro che mi fornisce l'impressione di chiusura del cerchio: magari solo una impressione illusoria, ma più probabilmente si tratta almeno di una sincrona lunghezza d'onda.

Tecnicamente questa raccolta è una selezione degli scritti che omette i più pedanti o partigiani, quelli presenti in altre raccolte, come quelle sulla poesia e sull'attività della Società Fabiana, quelli che non ho scovato tra le decine di migliaia di post, nonché gli scritti in altri ambiti lavorativi, in particolare tutti quelli sul terrorismo, la radicalizzazione e la sue vittime, che dominano ormai il mio lavoro e il mio blog negli ultimi anni. Alcuni testi saranno più comprensibili ai pochi addentro alle storie della diaspora socialista con i suoi partitini. Ma il senso generale dei testi mi pare risulti di una qualche utilità per leggere le difficoltà della sinistra storica in quegli anni e scorgervi qualche premesse dell’ascesa di Matteo Renzi oggi.

Devo precisare che per me la scrittura era un corollario di una attività che privilegiava la disseminazione on-line di testi altrui. Non ho seguito corsi di scrittura creativa alla scuola Holden, né mi sono mai curato troppo dello stile e della forma di questo testi destinati a forum e blog in una logica di sperimentazione cui allora non era codificato alcun professionismo.
In ogni caso, un debito di riconoscimento lo devo esprimere verso Roberto Turino che, dalla sua esperienza di giornalista e dal ruolo di presidente dell'associazione che gestiva Socialisti.net, ha provato a darmi consigli e suggerimenti di scrittura, con esiti incerti dovuti certamente alla mia testardaggine. Mi scuso in anticipo per refusi, errori e frasi circonvolute (non me la sono sentita di chiedere un revisione di questi testi a chicchessia).

Evito un bilancio amaro di queste esperienze: la diaspora socialista resta irrisolta e soprattutto la cultura si trova per lo più ancora avvolta nello stridulo suono degli intellettuali del piffero, secondo la dizione di Luca Mastrantonio nel suo recente pamphlet. In effetti il suo libro su "come rompere l'incantesimo dei professionisti dell'impegno" è stato la molla che mi ha indotto a raccogliere la presente selezione di testi.
Il bilancio ha tratti anche positivi: il numero di contatti nel 2001 di Socialisti.net: oltre un milione di pagine visitate nell'anno. Le persone che si sono attivate a scrivere sui vari forum o inviare i loro testi per le rubriche del Caffè: alcune le ho poi conosciute di persona, altre sono rimasti amici/che virtuali, ritrovati più tardi su Facebook. Alcuni testi di cui sono orgoglioso che sono stati ripresi da altri siti o giornali (non solo l’Avanti di Lavitola!), o la presentazione di James Hillman che è stata la prima in italiano sul web e la prima in testa ai motori di ricerca per molti anni.

In fondo, seppur Socialisti.net abbia avuto per qualche anno un piccolo contributo mensile da Bobo Craxi, il grosso dell'attività me lo sono permesso in quanto avevo alle spalle la mia micro azienda: precaria sempre, ma viva e vegeta ancora oggi dopo 18 anni. Per cui mi sento di affermare con tutta franchezza, che l'esperienza dietro l'eco di questi testi, la posso definire al massimo semi-professionismo dell'impegno. La purezza di militanza la lascio volentieri ad altri sperando che, in quando pericolosi, siano piccole schiere.


politica interna
Inaugurazione del Circolo dei Riformisti a Torino
29 ottobre 2013

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politica interna
INNOVATORI E SOCIALISTI CON MATTEO RENZI
29 agosto 2013
POLITICA
In Italy Keynes is dead
17 aprile 2012

L'introduzione del principio del pareggio di bilancio, che entra oggi in Costituzione, è un suicidio e il perfetto risultato cui poteva giungere solo un paese senza veri socialisti.
politica interna
I socialisti post
11 aprile 2012

Un augurio ottimista

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POLITICA
Orsini: le due sinistre ieri e oggi
30 marzo 2012

Intervista ad Alessandro Orsini, autore del libro "Gramsci e Turati, Le due sinistre" definito da Saviano "la più bella riflessione sulla sinistra fatta negli ultimi anni".
politica interna
La moltiplicazione degli "Avanti!"
6 gennaio 2012


(pop art & sweet irony on Scalarini)
Escono versioni diverse dello storico giornale socialista. Oggi è il turno di quello solo online : www.avantionline.it anche su Facebook e su Twitter.


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permalink | inviato da hommerevolte il 6/1/2012 alle 20:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
Omaggio a Socialisti.net
16 giugno 2010
 Piccolo omaggio al portale creato e poi gestito per anni....


Una storia socialista
POLITICA
ELEZIONI 2008: UN BAGNO DI SANGUE?
15 aprile 2008

 

Il PD cannibalizza tutto la sinistra: scompaiono dal parlamento non solo i socialisti, come prevedibile, ma tutta la sinistra Arcobaleno. Bertinotti si ritira, Boselli si dimette; non un parlamentare comunista o socialista ed accanto al PD un solo partito che non si può definire esattamente di centrosinistra come l'IdV di Antonio Di Pietro.
Veltroni perde con uno scarto del 9% su Berlusconi e non è riuscito a sottrarre un solo voto al centro, mancando la scommessa di conquistare i voti moderato e del nord. Il risultato più impressionante è lo sfondamento della Lega, in Emilia Romagna in particolare.

Tutta la stampa è unanime nel considerare positivo la semplificazione raggiunta: 3-4 partiti in tutto siederanno in Camera e Senato. Un risultato che dimostra l'ampia sovrastima, e in qualche caso la malafede, delle lunghe  dissertazioni sul sistema elettorale, ma soprattutto un risultato che riconduce ad una riduzione del sistema partitico auspicato da molti componenti intellettuali, politiche e d'affari dopo il crollo del Muro di Berlino.

A monte del risultato elettorale saranno pochi oggi a leggere quanto è successo ancora nel corso dell'ultima legislatura prodiana in termini di intervento della magistratura sulla politica: se accanto a Veltroni c'è solo Di Pietro e mancano Mastella e Pecoraro Scanio, qualche merito ce l'hanno anche i PM. Non escluderei, cioè, che il risultato di ieri  rappresenti anche un punto d'approdo di quanto è iniziato con Tangentopoli.

Questo punto di arrivo però non può essere oggi demonizzato: il risultato è oggettivamente utile al paese, pur lasciando un'ombra che lo seguirà soprattutto nella futura evoluzione del PD. Va preso atto che siamo arrivati ad una democrazia dell'alternanza, nel quale i due attori principali, PDL e PD, hanno la stessa forza che una volta avevano rispettivamente la DC e il PCI. Se intorno a loro sono sopravvissuti solo l'UDC, la Lega e l'IdV, questo è dovuto essenzialmente ai ritardi culturali della sinistra, cosiddetta radicale, ed all'inettitudine con cui è stata gestita negli ultimi dodici anni la eredità dell'ex-PSI.

I primi, la sinistra oggi extra parlamentare, marxista e comunista, pur con venature riconducibili alla sinistra socialista lombardiana da cui nasce il suo leader Bertinotti, ha molto velato la falce e martello pur continuando, ad esempio, a disquisire sulla declinazione tra Marx ed Haidegger in chiave rivoluzionaria, come sul Manifesto di pochi giorni fa.
I secondi, i dirigenti dell'ex PSI, hanno cavalcato per un decennio una miope strategia atta a salvaguardare solo minime rendite di posizione individuali, giungendo fuori tempo massimo ad unificare la diaspora dopo aver gettato al vento quelle collaborazioni con Verdi e Radicali, dalle quali avrebbero potuto trarre giovamento in termini di contaminazione culturale reciproca, e che sono invece state utilizzate come meri artifizi elettorali atti alla sopravvivenza spicciola.

La sinistra fuori dal Parlamento rischia solo di regredire ulteriormente in una dimensione dove la radicalità avrà maggior agio, il Partito socialista sembra non avere più alcun futuro.

Con meno dell'1% il PS non avrà neppure il rimborso elettorale: al fallimento politico seguirà quello finanziario.
Assisteremo ancora una volta al nascere di micro iniziative atte alla sopravvivenza di qualche esponente socialista in pensione, ma ai più, l'unica l'alternativa praticabile, è quella già ampiamente pronosticata un anno fa: alla spicciolata entreranno nel PD. Dalla porta di servizio, come si adice a chi ha truffato l'orgoglio di un popolo riducendolo a 355.581 unità.

 

(Luca Guglielminetti)


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POLITICA
Il coraggio tardivo di Enrico Boselli
9 aprile 2008

Boselli sta conducendo una discreta campagna elettorale, in piena solitudine, privo delle accoppiate che per oltre un decennio avevano caratterizzato lo SDI sulla scia della sfortunata tradizione della "bicicletta" (PSI-PSDI) di quasi quarant'anni fa. Dopo Dini (1996), la Francescato (2001) e la Bonino (2006), recuperata la diaspora che aveva portato il garofano del centro destra berlusconiano, i socialisti si presentano soli - per la prima volta dopo Tangentopoli - a causa del mancato accordo con il Partito Democratico.

Il Partito Socialista si è così trovato in una situazione analoga a quella dell'UDC: due partiti che affrontano le imminenti elezioni sul piano dell'identità storico culturale, quelle socialdemocratica e cristiano-democratica, a fronte dei due partiti/coalizione che si presentano come presunte novità di un panorama post-identitario che intende la politica in termini pragmatici come confronto tra programmi di governo e nella quale i valori assumo un ruolo secondario oggetto o di mediazioni interne (PD), o lasciate alle opzioni dei singoli (PDL).

Se fosse tutto riconducibile alla domanda su chi è più moderno, probabilmente occorrerebbe optare per i due neo agglomerati partitici di Veltroni e Berlusconi. Se ci poniamo invece una domanda di cultura politica più stringente e ad ampio raggio, e ci domandassimo chi è più adatto ad affrontare le crisi che si profilano in quasi tutti i settori: dalla crescita economica alla sostenibilità ambientale, dalle tematiche bioetiche e dei nuovi diritti a quelle delle società multieniche di un mondo globalizzato connotato da tentazioni di terrorismo internazionale, da una parte, e di politiche di sicurezza unilaterali, dall'altra, allora sarebbe difficile non concludere che un sistema valoriale chiaro e forte sarebbe utile e necessario a compiere le difficili scelte che si prospetteranno al nostro paese.

Il punto è allora quello di valutare se gli eredi delle due sopra menzionate tradizioni culturali, PS ed UDC, o i due nuovi partiti, PD e PDL, sono attrezzati degli strumenti culturali, cioè critici, per affrontare in modo lucido i nodi del futuro dell'Italia. A giudicare dalla campagna elettorale in corso parrebbe che non lo sia nessuno. Basterebbe, come esempio, l'incipit dell'articolo di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera di lunedì scorso: "Le questioni di politica internazionale hanno una curiosa caratteristica: in campagna elettorale valgono meno di zero, non portano voti, se ne parla il meno possibile. Però, a elezioni concluse, sono quelle questioni a provocare alcune delle più gravi turbolenze, talvolta anche sismi capaci di fare oscillare violentemente i palazzi della politica."

Tornando a Boselli e al Partito Socialista, non si può non dargli atto che sta conducendo una battaglia coraggiosa in una situazione di oggettiva difficoltà, ma non possiamo esimerci dal sottolineare che tale coraggio sarebbe stato meglio investito se l'avesse utilizzato fin dai tempi del SI (Socialisti Italiani) quando si nascondeva dietro la lista diniana. In questi dodici anni le poche energie disponibili sono state investite in progetti politici di corto respiro, certo a causa delle difficoltà del clima post Tangentopoli, ma al prezzo di giungere oggi senza la possibilità di presentarsi con un progetto ed un programma solido perchè costruito nel tempo.

Per chi abbia tempo e voglia suggerisco di confrontare il programma attuale del PS

( http://www.partitosocialista.it/site/353/default.aspx?tabID=0 ) con quello del Nuovo PSI del 2001 ( http://www.socialisti.net/node/304 ).

La quantità di spunti e riflessioni presenti in quel vecchio programma è solo una delle tante risorse, in questo caso culturale (per non parlare di quelle umane), gettate vie dalla miopia con cui i dirigenti dell'ex PSI hanno gestito il dopo Tangentopoli e portato Boselli a svolgere adesso sì una missione coraggiosa, ma impossibile per i risultati attesi. L'augurio è quello che il giorno dopo le elezioni inizi una nuova storia, che comunque vada, non potrà evitare dall'incrociarsi con quella del PD.

(luca guglielminetti da Socialisti.net)


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permalink | inviato da hommerevolte il 9/4/2008 alle 18:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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