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La casta, D'Alema e il copyright delle BR
26 novembre 2011
L'uscita di Massimo D'Alema di ieri è curiosa solo per i tempi. Ha aspettato che non ci fosse più Berlusconi al governo per tirare fuori un concetto che nasce nella sua scuderia: la Fondazione Italiani Europei. Lì, con  anche i suo blog, troviamo l'ex filologo, oggi storico, Miguel Gotor autore del massiccio, interessante e documentato "Il memoriale delle Repubblica" dove compare il concetto di parentela tra "odio di classe" delle Br di ieri e l'antipolitica e l'odio verso la casta di oggi.

Il libro è uscito da qualche mese e proprio tale concetto è stato ripreso dalle vittime del terrorismo ad agosto in una amara nota sgli scarsi risultati ottenuti della loro pagina sociale su Facebook, che abbiamo riportato anche qui: Dall'odio di classe a quello per la casta

"Meno di 700 cittadini italiani hanno avuto il coraggio di cliccare su "Mi piace": praticamente un nulla in confronto al numero di 'fans' delle pagine sociali dedicate alla casta e all'antipolitica.

Per spiegarci questo fatto occorre semplicemente rammentare la continuità culturale, con ampio seguito di simpatizzanti, appunto, tra l'odio di classe, ieri, e di casta, oggi. “Perché ogni tempo ha le sue parole d’ordine che mutano come la pelle di un serpente” (Per una analisi sulla continuità di linguaggio tra brigatisti di ieri e l’antipolitica da Tangentopoli a oggi, si veda: Miguel Gotor, Il memoriale della Repubblica – Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l’anatomia del potere italiano, Torino 2011)

La sconfitta delle vittime del terrorismo è - in vero - la vittoria di una subcultura di ieri, rivestita con i panni di oggi: quella che detestava e detesta ancora la prassi democratica.
Un qualunquismo trasversale che occupa tutti gli orizzonti politici delle pance degli italiani (sinistra, centro, destra), le cui bocche sono in grado di inveire contro tutto e tutti, ma le cui mani non sono quasi mai in grado di stringere quelle di una vittima del terrorismo."

Il nostro paese continua quindi a pagare il fatto che la lotta al terrorismo interno degli anni di piombo è stata persa sul piano culturale, come è stato ricordato di recente da prof. Alessandro Orsini nel convegno Aiviter di Torino, e rammentato dal sottoscritto pochi giorni fa a Bruxelles in un incontro presso la DG Affari Interni della Commissione europea.
Il fatto che l'ex dirigente del PCI/PDS/DS oggi PD tiri fuori adesso la questione, quando al governo ci sono dei tecnici generalmente apprezzati, sembra un po' pretestuosa e un po' sospetta per la tempistica, ma ci auguriamo che il tema non sia trattato con sufficienza e riposto tosto nel silenzio.

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