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ARTICOLI PRINCIPALI SU TERRORISMO E RADICALIZZAZIONE
L'Italia (che non è la Danimarca) parte con la prevenzione soft del terrorismo 27 Novembre 2015
Di fronte la strage di Parigi: The soft (power) is the hardest 15 Novembre 2015
Torino prima città con una piano di prevenzione della radicalizzazione violenta? 28 luglio 2015
Dei diversi approcci di prevenzioni del terrorismo 28 giugno 2015
Softpower, deradicalizzazione e contronarrative nella prevenzione del terrorismo 16 gennaio 2015
Softpower nella prevenzione del terrorismo: il divario europeo 17 ottobre 2014
Il processo di radicalizzazione violenta del movimento No Tav 25 aprile 2014
Dopo il caso Delnievo, la prevenzione verso il rientro dei combattenti in Siria 26 giugno 2013


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POLITICA
Una storia di spie e giornali negli anni di piombo (1)
13 maggio 2010





Questa storia decidiamo di farla iniziare da un articolo del Pittsburgh Post-Gazette - 1 mar 1969,

in modo da avere una fonte certa. Il presidente Richard Nixon è in un giro di visite per l’Europa. A Berlino, Parigi e Roma in quel fine mese di febbraio il suo  messaggio è lo stesso: “Attraverso una forte unità l’Occidente alleato può trovare una nuova era di riconciliazione”. Lo sfondo è la guerra fredda e quella del Vietnam. Tanto a Roma, quanto a Parigi, il Presidente americano viene accolto da manifestazioni anti-americane, anti-imperialiste, roghi di bandiere USA, scontri con le forze dell’ordine e con i fascisti.

Siamo in un anno cruciale per il nostro paese: due mesi dopo, il 25 aprile, a Milano scoppiano due bombe, una al padiglione FIAT della Fiera campionaria e l'altra all'ufficio cambi della Banca Nazionale delle Comunicazioni, alla stazione centrale, provocando una ventina di feriti non gravi. È uno dei primi fatti riconducibili alla strategia della tensione, che culminerà quell’anno a dicembre con la strage di Piazza Fontana, cui seguì il "caso Pinelli".

Ma torniamo alla cronaca di quel Sabato 27 febbraio 1969 svolta del giornale di Pittsburgh: da un parte abbiamo lo studente Domenico Congedo che precipita e muore nel tentativo di uscire dall’Università durante un assalto di neofascisti, cui segue  al Senato una rissa per i fatto accaduto tra il missino Gastone Nencioni e il democristiano Fabiano De Zan.
Dall’altra i dimostranti di sinistra cercano obiettivi riconducibili all’Amerian businesses. Da Piazza di Spagna, un gruppo di centinaia di manifestanti si dirige alla stamperia del “Rome Daily American”, venendo alle mano con i 40 lavoratori ivi impiegati, distruggendo macchinari e gettando bombe incendiarie nelle rotative, fino all’arrivo della polizia.
L’amministratore del giornale americano che denuncia 20.000 dollari di danni, è Robert Cunningham.

O forse più precisamente Robert H.( Hugh) Cunningham (senior): la persona al centro della storia che vogliamo raccontare e che si estende per tutti gli anni di piombo, fino ad intersecarsi  con quella di altri giornali: e con alcune delle oscure trame cje hanno coinvolto il nostro paese
.


/fine prima parte
































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