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ARTICOLI PRINCIPALI SU TERRORISMO E RADICALIZZAZIONE
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POLITICA
Dicevamo il 2 agosto
21 agosto 2011
Dicevamo due settimane fa "la storia di fa fredda" a proprosito della strage di Bologna. "La storia si fa fredda, col passare del tempo e si vendica delle false verità... forse anche a Bologna, un giorno."


E' di ieri la notizia che una inchiesta bis a Bologna ha indagato: Thomas Kram, terrorista delle "Revolutionaere Zellen" legato a Carlos "lo Sciacallo", esperto di esplosivi e che pernottò a Bologna all’hotel Centrale tra l’1 e il 2 agosto ’80 col suo vero nome, e Margot Frohlich, pure lei tedesca legata a Carlos, che nell’82 venne anche arrestata a Fiumicino con esplosivo in una valigia, e che, secondo una testimonianza, l’1 agosto alloggiò all’hotel Jolly di Bologna, vicino alla stazione. Sono loro a impersonare la pista palestinese per la strage alla stazione (2 agosto ’80, 85 morti e 200 feriti), partita dal lavoro della commissione Mitrokhin.
POLITICA
2 agosto: la storia si fa fredda
2 agosto 2011

1980 strage della stazione di Bologna.
Oggi si leggono riflessioni del tenore di quella di questo funzionario del sindacato (su La Stampa): "Da allora sono tornato in piazza il 2 agosto tutti gli anni e ci sarò anche oggi, perché esserci è un dovere morale e civile, perché è importante ricordare a testa alta la verità in un Paese dalla memoria corta e con una inaccettabile voglia di riscrivere la storia."

L'aberrazione è doppia: qualsiasi paese avrebbe il diritto di dimenticare una tragedia del genere, se non lo può fare, e deve giustamente continuare a ricordare a distanza di decenni, è perché la verità non è così chiara.  Le seconda risiede quindi nel conseguente assurdo (ipocrita?) timore di revisionismo storico.

Il nostro paese ha la memoria corta, certamente, ma la verità, come la storia non sono quelle scritte dalle sentenze dei tribunali o quelle depositate nei ricordi personali di tanti militanti e intellettuali testimoni diretti dei fatti.

In questo senso, l'esempio più evidentemente degli scherzi che la ricerca storica può compiere ai danni delle vecchie verità è quella uscita dalla Bild, e ripresa da qualche giornale, ieri. L'evento chiave che portò alla radicalizzazione del movimento studentesco tedesco e la nascita della RAF nel 1970, fu quando un poliziotto, Karl-Heinz Kurras, il 2 giugno 1967, durante una protesta per la visita dello Shah di Persia a Berlino Ovest, uccide lo studente Benno Ohnesorg.
Questo omicidio, ricordato nelle pubblicistica e nelle filmografia sul tema, fu il Bloody Sunday di Berlino: si veda questo video dell'evento commentato da Ulrike Meinhof.



La procura di Berlino dopo che già nel 2009 aveva  scoperto che Kurras era stato membro della Sed, il partito comunista della Ddr e membro non ufficiale della Stasi, adesso anticipa una nuova scoperta: anche l'avvocato difensore della vedova di Ohnesorg e poi di Rudi Dutschke, Horst Mahler, fu un collaboratore della Stasi.

Così le miserie della guerra fredda riemergono a demolire, forse una volta per sempre, la memoria romantica e rivoluzionaria di tanti cinquanta/sessantenni oggi al potere a destra e a manca.
La storia si fa fredda, col passare del tempo e si vendica delle false verità... forse anche a Bologna, un giorno.
 

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permalink | inviato da hommerevolte il 2/8/2011 alle 23:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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