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ARTICOLI PRINCIPALI SU TERRORISMO E RADICALIZZAZIONE
L'Italia (che non è la Danimarca) parte con la prevenzione soft del terrorismo 27 Novembre 2015
Di fronte la strage di Parigi: The soft (power) is the hardest 15 Novembre 2015
Torino prima città con una piano di prevenzione della radicalizzazione violenta? 28 luglio 2015
Dei diversi approcci di prevenzioni del terrorismo 28 giugno 2015
Softpower, deradicalizzazione e contronarrative nella prevenzione del terrorismo 16 gennaio 2015
Softpower nella prevenzione del terrorismo: il divario europeo 17 ottobre 2014
Il processo di radicalizzazione violenta del movimento No Tav 25 aprile 2014
Dopo il caso Delnievo, la prevenzione verso il rientro dei combattenti in Siria 26 giugno 2013


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politica estera
#PrayForBruxelles
23 marzo 2016
Questa fotografia ritrae la vetrata a specchio dell'ingresso dell'aeroporto di Bruxelles, una delle ultime volte che sono stato là, probabilmente mentre fumavo l'ultima sigaretta prima di andare ad imbarcarmi. Dietro ad essa sono scoppiate ieri le bombe che hanno ucciso, ferito e distrutto l'area facendo saltare tutti i suoi vetri.
E' quindi un piccolo omaggio all'integrità dalle persona attraverso quella della vetrata specchio che rifletteva chi transitava prima di entrare all'interno.
Ringrazio della loro premura coloro che, amici veri e virtuali, ieri mi hanno cercato per accertare che non fossi a Bruxelles.

PrayForBruxelles
politica estera
12° Day of Remebrance for Victims of Terrorism
11 marzo 2016

Centre Albert Borschette, Bruxelles 11th March 2016 : 12° European Day of Remebrance for Victims of Terrorism


politica estera
Attacchi a Parisi. Pray for Paris
14 novembre 2015

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politica estera
The Rights and the Role of the Victims of Terrorism in Countering Terrorist Narratives
7 maggio 2015

The Rights and the Role of the Victims of Terrorism in Countering Terrorist Narratives


Speech by Luca Guglielminetti in the occasion of UNODC/TPB national workshop on “Countering Violent Extremism and the Criminal Justice Preventive Strategy Against Terrorism” in Aqaba, Giordan on 14-17 April 2015
POLITICA
C4C Project Videoclip - "The Terrorism Survivors Storytelling"
11 aprile 2015
politica estera
#GarissaAttack
5 aprile 2015

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politica estera
11M2015 L'OMAGGIO EUROPEO ALLE VITTIME DEL TERRORISMO
13 marzo 2015

Bruxelles, 11a Giornata Europea in Ricordo delle Vittime del Terrorismo.
E' stato un onore oggi conoscere la figlia, Hélène, del vignettista di Charlie Hebdo, Philippe Honoré, la sorella della poliziotta, Clarissa Jean-Philippe, uccisa l'8 gennaio e Michel Catalano che ha affrontato i fratelli Kouachi nella sua tipografia nell'epilogo di quei tre giorni terribili.

Qui l'intervento del Commissario della DG Affari interni: Speech by Commissioner Avramopoulos
politica estera
European Remembrance Day for the Victims of Terrorism
10 marzo 2015
11M2015
11M 2015 European Remembrance Day for the Victims of Terrorism in Bruxelles
politica estera
Omaggio al Presidente Aiviter, Dante Notaristefano
21 febbraio 2015

UNA GIORNATA AMERICANA

Anche a New York c'è un edificio a fetta di polenta come a Torino, solo che lì lo chiamano Flat-iron Building cioè Ferro da stiro (all’anagrafe il nome è Fuller Building), un elegantissimo edificio nel centro di Manhattan a ridosso di Madison Square Park.

Lo abbiamo ammirato tutto illuminato con Dante la sera del 22 settembre del 2011, da un tavolino, in un roof bar, quei locali dotati di terrazzo sul tetto, sito proprio prospiciente a quell'edificio così familiare.

La mattina di quel giorno Dante si era trovato a rappresentare l'Associazione Italiana Vittime del Terrorismo alla inaugurazione del Forum Globale contro il Terrorismo (Global Counterterrorism Forum) con i ministri degli esteri di ben 30 paesi, tra i quali l'Italiano Frattini, convocati su iniziativa del Dipartimento di Stato Americano, in occasione del 10° anniversario dell'attacco alle Torri Gemelle e in concomitanza con l'annuale Assemblea delle Nazioni Unite.
L'allora Segretario di Stato Hillary Clinton, con quell'iniziativa stava aprendo la collaborazione agli altri paesi nella lotta al terrorismo nel nuovo corso dell'amministrazione Obama che intendeva superare l'approccio bellico e muscolare di quella precedente, per affrontare il fenomeno in modo quanto più preventivo possibile, come ribatito nel recentissimo summit alla Casa Bianca su Countering Violent Extremism.

Dante Notaristefano al GCTF

Ai ministri dei vari paesi coinvolti il Dipartimento di Stato aveva chiesto di inviate nell'occasione le associazione delle vittime del terrorismo dei loro paesi e quel giorno i lavori si aprirono infatti con le parole delle vittime da tutto il mondo raccolte in video dall'associazione diretta da Carie Lemack, figlia di una passeggera del volo United Airlines 93, quello col quale i terroristi intendevano colpire il Campidoglio o la Casa Bianca.

I ministri degli altri paesi non si affannarono però a cercare associazioni di vittime. La Farnesina fu l'unico ministero dei 30 paese ospitati a contattare quella che meglio rappresentasse l'Italia. Aiviter era l'unica accreditata alla Commissione Europea, all'Osce, alle Nazioni Unite. Era l'unica che in delegazione guidata da Dante fosse andata all'Eliseo a Parigi nel 2008 ad affrontare direttamente il Presidente francese Nicolas Sarkozy per il caso di uno dei tanti latitanti espatriati in Francia dopo gli anni di piombo. L’anno dopo a Madrid, nel luglio 2012, Dante fece uno dei sui interventi più importanti, in occasione della sessione di lavori del Forum Globale contro il Terrorismo dedicata alle vittime del terrorismo (leggibile qui).

Ho voluto ricordare il momento dolce di una serata con Dante sullo sfondo di Manhattan, per sottolineare come nonostante il suo fragile stato di salute, già allora, ebbe la forza e la volontà di perseguire il suo ruolo con una tenacia unica, a sprezzo delle fatiche immense a cui si sottoponeva. Le stesse fino alle scorse settimane, quando il suo fiato si face vieppiù affannoso.

Una tenacia che gli ha permesso nei suoi ultimi 8 anni di gioire per le soddisfazioni e di non affondare per le amarezza. Già perché, solo restando a quel giorno americano, nessun quotidiano o media diede poi notizia di quella partecipazione. Così come gli è capitato in troppe altre circostanze: il suo merito è rimasto sconosciuto o forse incompreso. La sua cura per la custodia della memoria storica al fine di impedire che calasse l’oblio sul sacrificio delle vittime e per prevenire il terrorismo nelle giovani generazioni, ha una dimensione morale in Dante che ancora a troppi sfugge.

Un onore per me avere collaborato con Dante.

Sia a lui lieve la terra.

politica estera
"Se la sono cercata" o del victim blaming
2 gennaio 2015


"Se la sono cercata…"!
Questo il concetto ricorrente di moltissimi commenti sui social network sia nell'immediatezza del rapimento che a seguito del video diffuso a Capodanno che ritrae le due volontarie italiane rapite in Siria, Greta e Vanessa.
Molti poi giungono l'insulto, altri si preoccupano dei costi per il contribuente dell'eventuale pagamento del riscatto, altri parteggiano apertamente per i terroristi che le tengo sequestrate.
E' un meccanismo vecchio: lo si chiami victim blaming o doppia vittimizzazione. Funzionava già al tempo del rapimento Mettotti. Ha funzionato ai tempi di Aldo Moro. Indimenticabili i casi di Giorgio Ambrosoli (Andreotti usò l'esatta dizione), ma quante altre volte: i contractors italiani in Irak, i reporter italiani rapiti in giro per il mondo. Negli anni '60 era di moda anche nelle aule di tribunale nei processi per stupro.
In sovrappiù, in Italia il fenomeno si arricchisce di un doppio binario: si usa biasimare la vittima a seconda della parte politica. Se sono di sinistra e il rapito è percepito come di destra, o viceversa, se sono di destra è il rapito viene percepito di sinistra.
Lo sforzo di intendere le vittime tutte uguali perché eguale è l'insensatezza e l'ingiustizia della violenza politica, ideologica, religiosa o di genere su di loro esercitata, è un passaggio culturale che ai più resta difficile compiere, ancora in questo inizio 2015. Non stiamo a ripetere il vetusto "pietà l'è morta", ma prendiamo atto di una diffusa deficienza di riflessione sulla violenza, trasversale a quasi tutte le aree politico culturali.
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