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Blog-Lab di Luca Guglielminetti e del Nuovo Caffé Letterario
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C'è la bellezza e ci sono gli umiliati. Qualunque difficoltà presenti l'impresa, non vorrei mai essere infedele né ai secondi né alla prima." (Albert Camus)
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arte
Note sul disegno di satira, su NCL
26 giugno 2010
Sul Nuovo Caffé Letterario son on line le prime due parti di "Note sul disegno di satira" di Walter Falciatore


"Daum sposa il suo pedante automa Peter” di George Grosz

POLITICA
Qualche riflessione consona sulla Costituzione.
22 giugno 2010
Qualche riflessione consona sulla Costituzione da sinistra: molto minoritaria, ho l'impressione.

Su "The Front Page: http://www.thefrontpage.it/category/costituzione/

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permalink | inviato da hommerevolte il 22/6/2010 alle 11:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
Omaggio a Socialisti.net
16 giugno 2010
 Piccolo omaggio al portale creato e poi gestito per anni....


Una storia socialista
SOCIETA'
Satira anticlericale a Torino
7 giugno 2010

Da sabato 29 maggio a sabato 29 luglio è visitabile a Torino presso il Museo di Scienze Naturali di via Giolitti la mostra “Asini, Muli, Corvi e Maiali. La Satira in Italia tra Stato e religioni dal 1848 ai
giorni nostri.” L’esposizione, collocata forse in un contesto non troppo adatto e per essa un po’ dispersivo,  nonostante la bellezza e ricchezza degli spazi del Museo delle Scienze, vale certamente l’esperienza. E’ un’occasione unica per l’appassionato di grafica per la presenza di splendidi originali dei più grandi disegnatori del settore, Scalarini e Galantara su tutti, e delle testate di gloriosi giornali satirici oppositori dei regimi clerico-fascisti come l’Asino, il Becco Giallo, il torinese il Fischietto diretto dal nostro valido satirista locale Casimiro Teja, e anche dei suoi analoghi avversari, come il clericale il Mulo. Per il visitatore in generale è un’utile e affascinante rivisitazione della nostra  storia e un’ impressionante disamina per immagini delle radici sociali di forme di corruzione e distorsione della parola evangelica anche troppo attuali. Il prezzo del biglietto è democratico: 5 euro e dà accesso a tutti i locali del Museo. Ottimo il catalogo Mazzotta, anch’esso al ragionevole prezzo di 25 euro.

(Walter Falciatore)
SOCIETA'
Noi e gli zingari
2 giugno 2010
Il bel documentario "Noialtri" di Silvia Giralucci, che centra uno dei problemi maggiori: è possibile integrare chi è nomade? Obbligare alla sedentarietà è integrazione o prevaricazione?

SInossi:
Noi e gli zingari. Rom, sinti e gage. I punti di vista danno origine a nomi e racconti diversi. Partendo dalla protesta di un gruppo di cittadini di Mestre che si oppone alla costruzione di un nuovo villaggio per un gruppo di sinti che da 40 anni vive in un campo nomadi in condizioni igieniche molto precarie, il documentario indaga sulla difficoltà di comprendere modi di vivere diversi dal proprio.




politica interna
INNOVARE PARTENDO DAL CONTRATTO SOCIALE
1 giugno 2010

NUOVA VERSIONE DEGLI APPUNTI SU: Federalismo e Democrazia diretta,
o del municipalismo libertario dell'era di Internet

PREMESSA

Il punto alla base dei successivi punti consiste nel delineare in estrema sintesi un nuovo orizzonte, quello che tecnicamente si chiama vision, al Partito Democratico, per uscire dall’empasse nel quale si trova, insieme al resto della socialdemocrazia europea, avendo - tra l’altro - perso in gran parte la capacità di rappresentare, cioè essere votato, delle classi lavoratrici.
Il nuovo orizzonte sostituisce i cittadini ai lavoratori: lo sviluppo tecnologico, nelle società occidentali avanzate, ha infatti da tempo iniziato un processo di emancipazione del lavoro manuale e, contemporaneamente, determinato quella che si definisce società della conoscenza, quale spazio nel quale competono i mercati e i territori.
La necessità di ridefinire il contratto sociale, nasce quindi da quella di spostare il focus dell’attività politica dei progressisti dal lavoro, inteso ancora troppo spesso sul modello fordista, ai cittadini, intesi come capitale sociale di conoscenza, ai quale devolvere, su un principio di sussidiarietà radicale, il potere deliberativo e l’autonomia di creare contenuti.
In termini giuridici si tratta di passare da “l’uguaglianza politica formale” a quella sostanziale della deliberazione, cioè la democrazia diretta.

Pensiamo che solo sulla base da una nuova e radicale vision si possano delineare le politiche a livello territoriale: solo innovando la prima, troveremo coerenti proposte per le seconde.


-    La storia di una nazione di solito cementa il tessuto ideologico del potere, costituisce una base comune per i vari partiti e schieramenti politici. In Italia, come noto, non c’è storia condivisa: anche dopo il Risorgimento ci sono state almeno due storie che hanno tagliato in due il paese: dall’Unità d’Italia alla Resistenza abbiamo fenomeni diversi al Nord e al Sud. Questo inficia qualsiasi utilizzo della retorica nazionale.

-    A questo, in Italia, si somma il retaggio del convergere delle culture cattoliche e comuniste, che con le loro ragioni sociali universaliste e internazionaliste hanno reso marginale la cultura liberaldemocratica, base delle democrazie classiche occidentali, e il senso dello Stato, anche come unità territoriale.

-    Il processo di integrazione comunitaria (dall'istituzione della CECA all’Euro) ha poi determinato che l’Unione Europea abbia avocato a sé taluni ruoli e funzioni prima nazionali. A questo è seguita la globalizzazione dei mercati che ha accentuato il peso dell’interdipendenza tra territori locali ed economia globale, indebolendo ulteriormente il ruolo nazionale.

-    La Costituzione italiana ha parti assurde (il suo fondarsi sul lavoro) ed altre disapplicate (la regolamentazione della vita dei partiti e dei sindacati), ma, pur consapevoli che  la sua origine risale ad un contesto storico ormai ampliamente superato, ci si ostina a difenderla, quando invece andrebbe riformata completamente.

-    Probabilmente solo il federalismo potrebbe permettere la nascita di forme di democrazia diretta, partendo dai territori e dalla sua sperimentazione in ambito locale (comuni e circoscrizioni).

-    La democrazia diretta è stata osteggiata ancora fino a poche decenni fa, da Norberto Bobbio per esempio, perché si reputava inapplicabile tecnicamente, e poi, sottovoce, si aggiungeva che il popolo non decide così bene come i suoi rappresentanti eletti. Ma oggi non è più cosi:

  •  Oggi è tecnicamente possibile affidare forme di voto e consultazione direttamente ai singoli cittadini attraverso le reti telematiche, come Internet.
  •  Ma soprattutto, attraverso Internet, c’è stata una socializzazione di saperi ed informazioni che si sono sviluppati (e si stanno sviluppando) in quantità stratosferiche e in modalità sempre più democratiche (web2.0), tali da rendere ciascun cittadino potenziale giornalista (citizen journalism), ovvero detentore del potere di controinformazione a fronte dei monopoli di media oligarchici, quali giornali e televisioni. Questo determina la possibilità che le scelte dei cittadini non possa che diventare sempre più consapevoli, con buona pace della temuta ignoranza/irrazionalità del popolo.
  • Inoltre, la temuta ‘videocracy’, ovvero la formazione dell'opinione pubblica attraverso la televisione, è un dato generazionale in esaurimento nel giro dei prossimi decenni, grazie sia alla sempre maggiore alfabetizzazione informatica, che all’integrazione crescente tra televisione e internet.

-    Una opzione in favore del federalismo e della democrazia diretta (nella variante di Electronic direct democracy, abbreviazione EDD) significa:

  • favorire forme partito federaliste e territoriali, opponendosi a quelle attuali di centralismo, anche nelle loro correnti, e soprattutto significa minare il ruolo di intermediazione - spesso clientelare - dei suoi funzionari e burocrati, nonché la debole, se non falsa, rappresentanza dei suoi eletti alle cariche rappresentative;  
  • mettere in discussione le élites politiche con la loro attività di negoziazione piuttosto che di deliberazione, derivante dai vincoli di partito. “I cittadini non sono vincolati a collegi elettorali o a partiti, non hanno nessun bisogno di negoziare, di scendere a compromessi per avere dei voti; di conseguenza sono liberi di cambiare le proprie posizioni, non solo riguardo a concrete proposte legislative ma anche su questioni fondamentali che riguardano il mondo che ci circonda, così com’è o come dovrebbe e potrebbe essere”.
  • propugnare politiche che favoriscano la diffusione capillare delle infrastrutture tecnologiche, cioè le reti e l’hardware;
  • sviluppare spazi on line, sul modello dell'ambiente e21 ( http://www.progettoe21.it/ ), atti a promuovere la partecipazione attiva dei cittadini con gli strumenti deliberativi di discussioni informata, bilanciata, consapevole, sostanziale, comprensiva;
  • propugnare politiche che difendano la completa autonomia dei contenuti creati in rete in forma collaborativa (Creative Commons, Wiki, Open source,…);
  • rivedere la Costituzione italiana in funzione dei cittadini e non dei lavoratori, la forma partito in funzione delle forme di sovranità popolare diretta e partecipata, nella completa trasparenza dei processi decisionali e di governance;
  • prospettare uno scenario definibile anche come globalizzazione dal basso, che valorizzi le risorse e le differenze locali promuovendo processi di autonomia rispetto alla eterodirezione della globalizzazione dall’alto.
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