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Blog-Lab di Luca Guglielminetti e del Nuovo Caffé Letterario
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C'è la bellezza e ci sono gli umiliati. Qualunque difficoltà presenti l'impresa, non vorrei mai essere infedele né ai secondi né alla prima." (Albert Camus)
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letteratura
Intervista a Catherine Camus. Mio padre: solitaire, solidaire
30 gennaio 2014

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permalink | inviato da hommerevolte il 30/1/2014 alle 16:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Rotterdam
28 gennaio 2014

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fotografia
Photochanson, Paris Citroen
25 gennaio 2014

Paris Citroen (ext. version) from Luca Guglielminetti on Vimeo.

Paris Citroen - Photochanson
booklet published by Arshile: arshilebooklet@gmail.com
photos Irene Guglielminetti
Original photos on http://www.flickr.com/photos/64038743@N08/
text Paul Relavy
video Irene Guglielminetti
video editing Kore Multimedia www.kore.it
music "Spleen" by Richard Galliano with Enrico Rava

"Sotto i ponti di Parigi gli amanti passeggiano... e io, che farò, io?
Osservo le pareti.
Sono vive, le pareti? Hanno un corpo, un'anima, nella loro struttura?
Anche i vetri che riflettono striscie lampo tra chiusure ermetiche
Ché stasera sono solo coi miei sogni, come te ...
tu, che attendi la notte e il giorno, ancora dovrai aspettare il mio ritorno.
E molto, molto, molto tempo dopo che i poeti se ne sono andati...
... nelle strade della città che dorme il suo vuoto...
... noi, sgranocchiando gamberetti alla cinese...
... e fischiando sulle bici dei nostri passi perduti...
cammineremo tra i deragliamenti di antichi sobborghi dove il sole di ciascun giorno farà ciò che è destino di questa periferia quadrata.
Finché il vento del nord ci abbia portato nella notte fredda dell'oblio"

Testi tratti da:
"Sous le ponts de Paris" (Lucienne Delyle)
"Je suis seul ce soir" (Leo Margane)
"J'attendrai" (Jean Sablon)
"L'ame des poètes" (Charles Trenet)
"La chanson des vieux faubourgs" (Maurice Jaubert)
"Les feuilles mortes" (Jacques Prévert)

politica estera
Rafforzare la risposta dell’UE alla radicalizzazione e all’estremismo violento
16 gennaio 2014

Il comunicato stampa della Commissione Europea relativo ai primi due anni di attività della rete RAN e i prossimi impegni in merito alle politiche per rafforzare la risposta dell'UE alla radicalizzazione e all’estremismo violento.

Rafforzare la risposta dell’UE alla radicalizzazione e all’estremismo violento - Comunicato stampa della Co...

CULTURA
Denaro e idee: il caso Peppino Impastato
12 gennaio 2014
Mi segnalano questa raccolta firma  per ritirate lo "spot" Glassing con i versi sulla Bellezza di Peppino Impastato.
Dire che il pensiero di Impastato è di tutti e poi ergersi a paladini e monopolisti dell'uso che di tale pensiero si può fare (cioè per impegno civile e non mercificazione) non mi sembra corretto, nè molto intelligente.
Perché rinunc
iare alla diffusione del suo strepitoso concetto di bellezza? Solo perché collegato al marketing di una marca di occhiali? Il marketing non è un'attività mafiosa: la mafia, il suo marketing, lo fa con il fuoco delle armi, non con gli spot.
O è l'odore dei soldi a far storcere il naso quando coniugato agli ideali?

Ma è possibile veramente qualche forma di impegno civile che non sia avvallata da dei fondi? E' meglio l'ipocrisia di nascondere gli sponsor delle proprie battaglie?
Io non penso. Direi quasi che sarebbe stato meglio ringraziare la marca di occhiali: lo spot è molto ben fatto (lo si può vedere qui 
http://youtu.be/nDDe3Hz62Vk).
Tra un pensiero recluso tra pochi militanti eletti e uno aperto ad una amplia platea, seppur provvisto di sponsor negli ultimi 10 secondi, io preferisco la seconda. I soldi non sporcano le idee, ma hanno semmai il pregio di farle girare (concetto che possiamo far risalire all'illuminismo del '700). 
POLITICA
Dalla diaspora socialista all'ascesa di Metteo Renzi
6 gennaio 2014
Premessa

Non sono riuscito mai a vedermi come giornalista o blogger. Semplicemente da cittadino appassionato di politica, con pregressi giovanili tali da avermi reso consapevole delle necessità di tenermi a debita distanza, e da lavoratore della conoscenza, con pregressi studi sul ruolo delle gazzette nell'Europa dei Lumi tale da avermi reso consapevole dell'importanza della circolazione delle idee, mi sono trovato, come sono ora, dietro la tastiera di un computer a trascorre gran parte del mio tempo.

A metà degli anni '90 la stagione giacobina e ipocrita di Tangentopoli, da una parte, e l'avvento di Internet, dall'altra, mi avevano indotto, politicamente, a diventare socialista, di quelli cattivi, cioè craxiani, e, professionalmente, a diventare un utilizzatore del web, allora mezzo esclusivo di informatici, come strumento mezzo di comunicazione e design.
Entrare nella sede storica del PSI di Corso Palestro a Torino, ormai frequentata da pochi reduci, e fondare la web farm, Kore Multimedia, sono stati due passi paralleli, tali per cui si aprì la possibilità di sperimentare il nuovo media ponendolo a disposizione delle idee che valutavo da difendere e promuovere verso quella élite, allora definita cybernauti, scommettendo sul fatto che sarebbe diventata una più ampia agorà telematica aperta a tutti i cittadini.

Seppur i primi siti sia politici che culturali, con relativi testi, risalgano al 1996/7, rileggendo il complesso degli scritti ho rilevato un ciclo temporale omogeneo negli undici anni definiti (2000-2011): il 19 gennaio 2000 muore Bettino Craxi e pochi giorni dopo apre il portale Socialisti.net e, in seguito, la nuova versione della web-zine Caffè Letterario. A questi, nel contesto di una dimensione collettiva con una specie di redazione (a ranghi ridotti e spesso virtuali), si aggiunge il mio blog Homme Révolté, a partire dal 2006, in quella individuale che non mi ha mai troppo entusiasmato. Del resto i primi due iniziavano a languire fino quasi a mummificarsi negli ultimi anni. Il ciclo del mio impegno politico stretto si chiude in vero non nel 2011 ma nel 2012, quando ho costituito un comitato di socialisti a sostegno di Matteo Renzi per le primarie del centrosinistra:  di quell'anno infatti ho aggiunto in coda un solo testo: la recensione a "Stil Novo". Un libro che mi fornisce l'impressione di chiusura del cerchio: magari solo una impressione illusoria, ma più probabilmente si tratta almeno di una sincrona lunghezza d'onda.

Tecnicamente questa raccolta è una selezione degli scritti che omette i più pedanti o partigiani, quelli presenti in altre raccolte, come quelle sulla poesia e sull'attività della Società Fabiana, quelli che non ho scovato tra le decine di migliaia di post, nonché gli scritti in altri ambiti lavorativi, in particolare tutti quelli sul terrorismo, la radicalizzazione e la sue vittime, che dominano ormai il mio lavoro e il mio blog negli ultimi anni. Alcuni testi saranno più comprensibili ai pochi addentro alle storie della diaspora socialista con i suoi partitini. Ma il senso generale dei testi mi pare risulti di una qualche utilità per leggere le difficoltà della sinistra storica in quegli anni e scorgervi qualche premesse dell’ascesa di Matteo Renzi oggi.

Devo precisare che per me la scrittura era un corollario di una attività che privilegiava la disseminazione on-line di testi altrui. Non ho seguito corsi di scrittura creativa alla scuola Holden, né mi sono mai curato troppo dello stile e della forma di questo testi destinati a forum e blog in una logica di sperimentazione cui allora non era codificato alcun professionismo.
In ogni caso, un debito di riconoscimento lo devo esprimere verso Roberto Turino che, dalla sua esperienza di giornalista e dal ruolo di presidente dell'associazione che gestiva Socialisti.net, ha provato a darmi consigli e suggerimenti di scrittura, con esiti incerti dovuti certamente alla mia testardaggine. Mi scuso in anticipo per refusi, errori e frasi circonvolute (non me la sono sentita di chiedere un revisione di questi testi a chicchessia).

Evito un bilancio amaro di queste esperienze: la diaspora socialista resta irrisolta e soprattutto la cultura si trova per lo più ancora avvolta nello stridulo suono degli intellettuali del piffero, secondo la dizione di Luca Mastrantonio nel suo recente pamphlet. In effetti il suo libro su "come rompere l'incantesimo dei professionisti dell'impegno" è stato la molla che mi ha indotto a raccogliere la presente selezione di testi.
Il bilancio ha tratti anche positivi: il numero di contatti nel 2001 di Socialisti.net: oltre un milione di pagine visitate nell'anno. Le persone che si sono attivate a scrivere sui vari forum o inviare i loro testi per le rubriche del Caffè: alcune le ho poi conosciute di persona, altre sono rimasti amici/che virtuali, ritrovati più tardi su Facebook. Alcuni testi di cui sono orgoglioso che sono stati ripresi da altri siti o giornali (non solo l’Avanti di Lavitola!), o la presentazione di James Hillman che è stata la prima in italiano sul web e la prima in testa ai motori di ricerca per molti anni.

In fondo, seppur Socialisti.net abbia avuto per qualche anno un piccolo contributo mensile da Bobo Craxi, il grosso dell'attività me lo sono permesso in quanto avevo alle spalle la mia micro azienda: precaria sempre, ma viva e vegeta ancora oggi dopo 18 anni. Per cui mi sento di affermare con tutta franchezza, che l'esperienza dietro l'eco di questi testi, la posso definire al massimo semi-professionismo dell'impegno. La purezza di militanza la lascio volentieri ad altri sperando che, in quando pericolosi, siano piccole schiere.


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